“Agenti comunitari di salute”, al via a Bologna un’azione innovativa per rafforzare il welfare di prossimità e promuovere il diritto alla salute

L’intervento, finanziato con risorse PN Metro Plus, rientra nel progetto strategico “Cura delle cittadine e dei cittadini nella prossimità”, che presenta la sua nuova identità visiva “Bologna Vicina”



Copyright: Meridiana Immagini – Autore: Paolo Righi

Prende il via il progetto “Agenti comunitari di salute”, promosso dal Comune di Bologna – Dipartimento Welfare e Benessere di Comunità, in collaborazione con la Fondazione IU Rusconi Ghigi e l’Azienda USL di Bologna. L’iniziativa è finalizzata a rafforzare il welfare di prossimità e a garantire il diritto alla salute, con particolare attenzione alle persone più fragili.

Il progetto, che si svilupperà nell’arco di tre anni, è finanziato con risorse PN Metro Plus Città Medie e Sud 2021–2027 per un totale di 1,4 milioni di euro.

Il percorso introduce sul territorio la figura dell’Agente Comunitario di Salute, ispirata alle esperienze internazionali più avanzate e progettata per creare un ponte diretto tra cittadinanza e servizi socio-sanitari.
Obiettivo centrale del progetto è sviluppare una rete territoriale capace di intercettare precocemente bisogni, fragilità e nuove domande sociali, attivando risposte integrate e personalizzate.

L’Agente Comunitario di Salute opererà come connettore tra persone, servizi e opportunità. Dotato di competenze territoriali, capacità di ascolto attivo e conoscenza delle reti formali e informali, l’Agente svolgerà attività sia individuali sia di gruppo: visite, telefonate, accompagnamenti, monitoraggio quotidiano, ma anche momenti di socializzazione e iniziative di benessere e prevenzione nei luoghi di comunità.

La sua azione si concentrerà in particolare sulle persone non intercettate dai servizi, sulla “zona grigia” delle fragilità, individuata sulla base degli studi sulla potenziale fragilità (“Mappe di fragilità”) prodotti dal Settore statistico.

 

Avvio della sperimentazione

Il progetto prevede una prima fase di sperimentazione della durata di otto mesi in una zona del Quartiere Savena (Pontevecchio, Bitone, Cavedone, Fossolo, Due Madonne, Arno), realizzata in collaborazione con la Fondazione IU Rusconi Ghigi. A seguito di una selezione, due Agenti di Salute avvieranno il loro percorso operativo da metà gennaio ad agosto 2026. La loro azione a Savena si incentrerà in particolare sulle persone anziane e grandi anziane (over 75) e sui caregiver, figure spesso isolate e prive di supporto.

Le nuove figure saranno supportate da un gruppo operativo territoriale incaricato di accompagnarle nelle prime fasi di lavoro, facilitare il raccordo con servizi, associazioni e realtà di comunità già attive, e individuare le modalità più efficaci per rispondere ai bisogni emergenti. In una fase successiva verrà definito un sistema di monitoraggio per valutare l’impatto della sperimentazione e tracciare possibili modelli di ampliamento verso altri quartieri della città.

Nel quartiere Savena l’attività degli Agenti Comunitari di Salute si inserisce in un quadro più ampio di potenziamento del welfare cittadino e dialoga con lo sviluppo della futura Casa di Comunità del quartiere, luogo centrale per l’integrazione tra servizi sanitari, sociali e realtà associative. In sinergia con Sportello sociale, Servizi sanitari, reti di comunità, parrocchie, associazioni e tavoli di zona, con l’obiettivo di prevenire l’isolamento e rendere la città più accogliente e accessibile per tutte e tutti.

A tal fine, la sperimentazione sarà realizzata dal Comune insieme alla Fondazione IU, da anni impegnata sul territorio nel portare avanti un approccio di prossimità che favorisca l’ascolto e la conoscenza dei bisogni latenti del territorio e l’individuazione di soluzioni innovative che partano dal dialogo con le persone. L’intento infatti è di costruire un’infrastruttura di prossimità che favorisca l’accesso ai servizi, la socializzazione, la prevenzione e la promozione della salute, valorizzando competenze, luoghi e relazioni già presenti nella comunità.

Al termine della sperimentazione il modello sarà esteso a tutto il territorio cittadino.

 

Il Progetto PN Metro Plus “Cura delle cittadine e dei cittadini nella prossimità”

Gli “Agenti comunitari di salute” rappresentano una delle azioni più innovative all’interno del progetto strategico PN Metro Plus “Cura delle cittadine e dei cittadini nella prossimità”, curato dal Dipartimento Welfare e Benessere di Comunità del Comune di Bologna e finanziato con risorse PN Metro Plus per un importo complessivo di 17 milioni di euro.

L’obiettivo è di promuovere un modello di welfare di prossimità e di comunità, pensato come un sistema vicino alle persone, partecipato e proattivo. Un welfare capace di intercettare e leggere i bisogni emergenti rafforzando le relazioni di fiducia, il senso di appartenenza e la reciprocità all’interno delle comunità locali, ma anche di promuovere il benessere e la salute collettiva, andando oltre l’approccio esclusivamente socio-assistenziale, accompagnando le persone nell’orientamento e nell’accesso ai servizi e alle risorse presenti sul territorio.

Per promuovere questi obiettivi il progetto  “Cura delle cittadine e dei cittadini nella prossimità” prevede tre macro-linee di intervento:

  • I luoghi della prossimità. Dove si collocano, oltre al progetto degli Agenti Comunitari di Salute, attività di ricerca, interventi di sostegno alle famiglie vulnerabili e alle fragilità genitoriali attraverso dispositivi di vicinanza solidale e gruppi dedicati, le azioni di sostegno agli adolescenti e alle famiglie, oltre a iniziative specifiche di supporto ai caregiver, finalizzate all’orientamento e alla conoscenza delle opportunità offerte dai servizi pubblici e privati.
  • La strada, che ha visto la realizzazione di un processo di riprogettazione dei servizi rivolti alla persone che vivono in strada e il rafforzamento delle attività di prevenzione e promozione del benessere rivolte a studenti e genitori.
  • Il domicilio, dove si collocano invece gli interventi rivolti ai neogenitori, pensati per sostenere l’avvio dell’esperienza genitoriale e prevenire situazioni di isolamento e disagio sociale, insieme ai percorsi di accompagnamento all’autonomia abitativa per nuclei inseriti in alloggi di pronta accoglienza o in soluzioni di transizione.

Nel suo complesso, il progetto PN Metro Plus “Cura delle cittadine e dei cittadini nella prossimità” mira a coinvolgere 4.000 beneficiari entro il 2029, di cui 1.600 in condizione di disagio sociale, con l’obiettivo che almeno 2.300 partecipanti possano registrare un miglioramento della propria condizione al termine del percorso. Accanto agli impatti diretti sulle persone, il progetto punta allo sviluppo di modelli innovativi – anche attraverso la sperimentazione di nuove figure professionali – per il monitoraggio delle disuguaglianze e una conoscenza più approfondita dei contesti di vita in cui i bisogni si esprimono. Una visione della prossimità che non si limita alla dimensione territoriale, ma si traduce in una presenza concreta e continuativa là dove il bisogno prende forma.

 

Il nuovo brand Bologna Vicina 

Per accompagnare in modo unitario e chiaramente riconoscibile l’insieme di questi interventi, nasce il nuovo brand Bologna Vicina, caratterizzato da forme astratte e composizioni cromatiche variegate, capaci di evocare il contatto, l’intreccio, la prossimità. Elementi centrali dell’identità visiva sono i percorsi: linee e traiettorie diversificate che rappresentano il cammino che Bologna intraprende per avvicinarsi, attivare, sostenere.
Il brand si declina su tre ambiti specifici, basati su metafore visive capaci di rappresentare il senso di ciascun intervento:

– Comunità: rappresentata come una griglia regolare, che richiama il reticolato urbano di un quartiere, una struttura collettiva, fatta di relazioni, connessioni e supporto reciproco.

– Famiglie: simboleggiate da un nucleo unito, tenuto insieme da un “filo rosso” che rappresenta legami affettivi, valori condivisi e cura.

– Persone fragili: rappresentate da fili che si avvolgono tra loro, formando un intreccio solido e flessibile, che protegge senza isolare, simile a una corda che comunica sostegno e prossimità, accoglienza e resistenza.