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Home Politica Imu: Vandelli (Capogruppo Lega), “colpire le parrocchie significa indebolire il tessuto sociale”

Imu: Vandelli (Capogruppo Lega), “colpire le parrocchie significa indebolire il tessuto sociale”



Dal comunicato del Sindaco sull’incontro avvenuto in presenza dei parroci, in merito alla questione legata agli accertamenti IMU notificati ad alcune parrocchie alla fine dello scorso anno, emerge un quadro sicuramente più rassicurante, sotto il profilo della propensione al dialogo.

A maggior ragione se ricordiamo i metodi draconiani con cui l’avviso di accertamento è stato notificato, imponendo il pagamento delle imposte non versate (ma nemmeno dovute) a 60 giorni dalla notifica.

Ma se la questione riguarda, per fare eco alle stesse parole del Sindaco, solo l’aspetto dell’ottemperanza all’obbligo normativo di presentare la dichiarazione per l’esenzione dal pagamento dell’imposta, quale il senso di chiedere il versamento di tributi non dovuti?

Ebbene sì perché, come ammesso dal Sindaco, non è competenza certo del Comune stabilire quali categorie possano godere dell’esenzione dalla tassa, e su questo la legge parla chiaro: il D.Lgs. 504/1992 stabilisce all’art. 7 l’esenzione al pagamento per gli “immobili utilizzati da enti non commerciali destinati allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o di culto.” (categorie conservate nella disciplina IMU vigente).

Se la questione è effettivamente legata all’inadempimento formale (mancata dichiarazione), allora è quello che deve essere contestato.
Se il Sindaco intende invece sostituirsi al legislatore lo dica.

Non c’è direzione in cui il declamato “dialogo” debba andare se non quella di ritirare immediatamente gli accertamenti, che, in ottemperanza alla legge nazionale, non sarebbero nemmeno dovuti essere notificati.

Ed anzi, forse sarebbe anche il caso di chiedere scusa e dimostrare rispetto verso queste istituzioni.
Visto e considerato che il mondo delle parrocchie e delle associazioni rappresenta il collante di una rete sociale di cui c’è sempre più bisogno. Oggi la nostra società soffre più che mai le piaghe dell’emarginazione, della mancata socializzazione, dell’isolamento, soprattutto dei più giovani – anagraficamente parlando, non posso che riconoscerlo – e rattrista l’idea che uno degli ultimi presidi di inclusione e partecipazione – come testimonia l’esperienza quotidiana di parrocchie e oratori – debba essere penalizzato per miopia politica e amministrativa.

Il Sindaco ritratti le sue posizioni, ammetta l’errore.
Non faccia appello a leggi nazionali, che evidentemente non conosce neanche lui, e faccia un passo indietro.