Un convegno dedicato al Forte Urbano, la storica fortezza di Castelfranco Emilia, tra il XVI e il XXI secolo: venerdì 23 e sabato 24 gennaio, presso la Sala Gabriella Degli Esposti presso la Biblioteca comunale “Lea Garofalo” si terrà il convegno di studi intitolato “La fortezza e il territorio. Castelfranco Emilia e Forte Urbano dal XVI al XXI secolo”. L’iniziativa, finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma NextGenerationEU e promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca, si inserisce in un ampio progetto di ricerca che coinvolge l’Università Pegaso, l’Università degli Studi di Udine e l’Università della Calabria, con l’organizzazione curata dalla Città di Castelfranco Emilia.
L’evento si articolerà in quattro sessioni di approfondimento scientifico. I lavori inizieranno venerdì 23 gennaio alle ore 15 con i saluti istituzionali, seguiti dalla presentazione ufficiale del progetto di ricerca. Nel corso del pomeriggio verranno analizzati i carteggi pontifici, i confronti storici con altre comunità di confine quali quelle di Nettuno e Palmanova, e il rilievo artistico del Forte tra pittura e architettura. La giornata di sabato 24 gennaio riprenderà alle ore 09 con un focus sulle differenze strutturali tra le fortezze di Castelfranco e quella di Ferrara, le rappresentazioni sociali del Forte e le prospettive future legate al progetto di riuso della struttura. Il convegno, chiosa l’assessore alla cultura del Comune di Castelfranco Emilia, «segue altre occasioni in cui abbiamo approfondito, con professionisti e cittadinanza, gli elementi storici del nostro territorio. In questo caso si tratta di un momento fondamentale per restituire alla comunità gli esiti di una ricerca multidisciplinare che analizza il Forte Urbano sì come struttura militare, ma anche come elemento centrale nella definizione dell’identità territoriale e sociale dal Seicento fino ai giorni nostri. La valorizzazione del nostro patrimonio storico e architettonico è un impegno che portiamo avanti con determinazione, e appuntamenti di questo spessore scientifico sono fondamentali per riscoprire le radici di Castelfranco Emilia», conclude Cantoni. L’ingresso è libero e aperto a tutti.

