Il primo episodio nel giugno 2018, tra le mura domestiche, quando per futili motivi il condannato aggrediva la madre a seguito di un litigio, dapprima verbalmente offendendola pesantemente, per poi sferrarle un pugno al volto e stringerle forte il braccio, tanto da costringerla a ricorrere alle cure dei sanitari. Successivamente la donna si recava presso i carabinieri di Campagnola Emilia per denunciare il grave episodio. I militari, a seguito di indagini, lo denunciavano alla procura reggiana con l’accusa di lesioni personali.
A partire dal maggio 2022 e fino al giugno 2023, l’odierno condannato si è reso nuovamente responsabile di gravi condotte maltrattanti nei confronti della madre. La donna era costretta a sopportare con cadenza quotidiana il comportamento prepotente e violento del figlio, che in preda all’ira rompeva anche oggetti e mobili di casa, offendeva e minacciava la madre e le proibiva di vedere le altre due figlie. L’ultimo episodio è avvenuto a maggio 2023, quando in preda alla rabbia ha iniziato ad inveire verso la donna con fare violento e aggressivo, minacciandola e offendendola pesantemente. Terrorizzata la donna contattava subito i carabinieri di Campagnola Emilia, che giunti sul posto trovavano il giovane in stato di agitazione, aggressivo anche verso i militari stessi. A seguito dell’ultimo grave fatto la donna raccontava tutto ai carabinieri che avviavano nell’immediatezza le indagini, al termine delle quali denunciavano l’uomo alla locale Procura della Repubblica per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi. La Procura reggiana richiedeva immediatamente ed otteneva dal GIP l’applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, con il divieto assoluto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, mantenendo una distanza di almeno 250 metri, oltre al divieto di comunicare con qualsiasi mezzo, anche indirettamente, con la vittima.
Quindi l’iter processuale al termine del quale l’uomo è stato condannato con sentenza divenuta definitiva nel novembre 2025, per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, alla pena di 3 anni e 3 mesi di reclusione ed alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. L’ordine di esecuzione, inizialmente sospeso, è stato ripristinato poiché il condannato non ha presentato istanza per misure alternative. Il provvedimento è stato quindi eseguito ieri pomeriggio dai Carabinieri della Stazione di Campagnola Emilia, nel cui comune l’uomo risiede. I militari hanno rintracciato l’uomo, oramai 28enne, lo hanno arrestato e accompagnato in carcere.

