Emilia-Romagna sempre più terra di partecipazione. Grazie alla Regione, che dà vita al Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione e mette a disposizione oltre un milione di euro per realizzare progetti, promuovendo investimenti nel digitale e nella formazione. E un portale rinnovato per rendere l’esperienza di cittadine, cittadini e istituzioni immediata e concreta.
Nella Giornata dedicata, che per l’edizione 2026 ha come titolo “La partecipazione fluida”, oggi in viale Aldo Moro, a Bologna, si fa il punto sulle azioni messe in campo, 43 progetti realizzati nel 2025, e su come sta cambiando la democrazia partecipativa. Eventi sold out con oltre 200 partecipanti registrati dall’Emilia-Romagna e da altre regioni, 100 tra sindaci, sindache, amministratori, amministratrici pubblici presenti, oltre a esperti, giornalisti e studiosi a confronto sul tema dell’evoluzione della partecipazione pubblica, grazie a processi più flessibili, strumenti digitali e reti territoriali.
“L’Emilia-Romagna- sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale- è impegnata a rendere la partecipazione uno strumento ancora più accessibile, alla portata di tutte e tutti i cittadini. In un momento storico segnato da una crisi della partecipazione alla vita pubblica, ai suoi meccanismi e alle sue regole, vogliamo invertire la rotta, mettendola al centro delle comunità con tempi più flessibili, strumenti, risorse e linguaggi nuovi. Dobbiamo innovare facendo leva sulle esperienze maturate e rendere la partecipazione una concreta infrastruttura di governo. Alle comunità dobbiamo rispondere dando continuità all’impegno civico, rafforzando la fiducia e la qualità delle decisioni collettive. Una nuova strategia che, forte anche di una lunga tradizione presente da sempre nel nostro territorio, sappia guardare avanti dando nuove risposte e intercettando i bisogni con uno sguardo più attento alle nuove generazioni”.
“La partecipazione- aggiunge il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri- non è un esercizio simbolico, ma una competenza da costruire. La cronaca ci mostra che la democrazia non si esporta: si apprende praticandola, sin dai banchi di scuola. Per questo l’Assemblea legislativa investe tanto in progetti di educazione civica che rafforzino la coesione sociale intorno a temi quali la memoria, i diritti, la legalità e l’ambiente. Attenzione, però, la partecipazione e, quindi, la democrazia non si costruiscono solo nelle istituzioni, ma anche nei territori. Non solo in viale Aldo Moro, ma nelle scuole, negli Enti locali, con il Terzo Settore e i cittadini. Mi piacerebbe che la Giornata della partecipazione fosse segnata dallo sforzo di tendere la mano anche a chi di solito partecipa meno, perché abita in un territorio lontano dai centri economici, o perché vive in una condizione di fragilità. Una democrazia è davvero partecipata se coinvolge tutti”.
La nuova strategia per la partecipazione
Rendere più aperti e inclusivi i processi decisionali, potenziando il confronto con comunità ed enti locali. È questo l’obiettivo del Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione, strumento unico nel panorama italiano e approvato di recente dalla Giunta regionale. Il Centro, che fa capo alla Direzione generale Risorse, Europa, innovazione e istituzioni, si articola in due livelli: il Gabinetto di Presidenza della Giunta, punto di riferimento per il coordinamento politico e in grado di coinvolgere i territori nelle scelte strategiche sulle grandi trasformazioni; una rete dei referenti tecnici, in ciascuna Direzione generale e Agenzia dell’Amministrazione regionale, per attivare i processi partecipativi, da attuare secondo gli indirizzi forniti e nell’ambito della collaborazione prevista all’interno della cabina di regia.
A febbraio, inoltre, arriva un nuovo bando regionale che mette a disposizione quasi un milione di euro per realizzare progetti locali e promuovere le assemblee deliberative.
Inoltre, la Regione investirà sulla formazione, coinvolgendo oltre mille persone in tre anni e favorirà nuovi momenti partecipativi come questionari o consultazioni online, piattaforme digitali per ascoltare i cittadini.
Il nuovo portale
Informare sì, ma soprattutto formare, connettere e attivare. In un’ottica di rafforzamento della trasparenza e dell’accessibilità delle politiche pubbliche, la Regione rinnova il suo portale dedicato alla partecipazione (https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/), riprogettandolo per rendere l’esperienza di cittadine, cittadini, enti e organizzazioni più semplice, immediata e concreta.
Ora le informazioni sono organizzate in sezioni tematiche e la grafica, più intuitiva e leggibile, facilita l’orientamento e rende i contenuti immediatamente accessibili. Così come i servizi dedicati alla partecipazione sono presentati in modo chiaro e facilmente fruibile, offrendo agli utenti una visione completa di quanto messo a disposizione dalla Regione.
La sezione “Partecipa” rappresenta un’altra delle novità e cuore operativo del portale: uno spazio che raccoglie tutte le call to action e accompagna all’azione. Da qui è possibile scoprire i percorsi partecipativi attivi e finanziati, consultare i corsi di formazione in programma e iscriversi online grazie al bando partecipazione, ed entrare in contatto con le comunità di pratiche, per fare rete con chi opera negli stessi ambiti o condivide obiettivi e competenze simili.
Inoltre, la mappa dei processi partecipativi attivi e l’utilizzo di immagini aiutano a comprendere a colpo d’occhio le opportunità disponibili sul territorio.
Nelle prossime settimane in una sezione ad hoc del nuovo portale saranno disponibili tutti i video della Giornata della Partecipazione e le interviste ad alcuni protagonisti.

