
Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è pronto ad allargare i suoi confini e ad accogliere nuovi territori di grande bellezza e valore.
Il Consiglio Direttivo del Parco il 23 gennaio ha recepito e trasmesso al ministero dell’Ambiente tre proposte di ampliamento del perimetro.
È l’inizio di un percorso che richiederà ancora tempo e passaggi istituzionali, ma che nasce da una decisione chiara dei consigli comunali : entrare per la prima volta nel Parco Nazionale (Minucciano) o estenderlo (Fivizzano, Villa Minozzo) per proteggere il proprio territorio e costruire nuove opportunità di sviluppo sostenibile, legate a un turismo rispettoso dell’ambiente e alla valorizzazione dei paesi e delle comunità locali.
In totale, l’ampliamento riguarda oltre 680 ettari distribuiti tra Toscana ed Emilia-Romagna, selezionati per il loro alto valore ambientale e per il forte legame con chi vive e frequenta queste montagne.
A Minucciano (LU) propongono nel Parco le aree di Monte Argegna e Passo dei Carpinelli, luoghi panoramici e ricchi di natura che fanno da ponte tra l’Appennino e le Alpi Apuane, unendo idealmente Lunigiana e Garfagnana.
A Villa Minozzo (RE) l’ampliamento interessa la zona di Civago e un tratto del torrente Dolo, uno degli ambienti fluviali più suggestivi della zona. Un’area già molto amata da escursionisti e appassionati di attività all’aria aperta.
A Fivizzano (MS) entrano invece nel Parco gli affioramenti di gessi triassici che danno il nome al paese. Si tratta di formazioni geologiche rare e spettacolari, collegate a quelle del versante emiliano e che a ragione aspirano ad essere anch’esse riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanità. Un’area piccola nelle dimensioni, ma di enorme valore scientifico e culturale.
Con questa proposta di ampliamento, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano rafforza la sua idea di futuro: una montagna viva, abitata e curata, dove la protezione della natura si unisce a nuove possibilità di sviluppo sostenibile.
La proposta di nuova perimetrazione sarà ora inviata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alle Regioni coinvolte, per i prossimi passaggi previsti dalla legge.

