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PD e Unione Donne democratiche: “Da Righi Riva un’offesa a tutte le donne di ogni fede politica, si scusi”

Una nota della portavoce della Conferenza delle donne democratiche Patrizia Belloi e della segretaria provinciale del Partito Democratico Marika Menozzi: “L’idea che la conquista del diritto di voto rappresenti una minaccia della famiglia è figlia di una visione oscurantista degna dei secoli più bui dell’alto Medioevo”



“La conquista del diritto di voto per le donne ha rappresentato, in Italia e in qualsiasi altro Paese del mondo, uno straordinario passo di crescita democratica e civile per tutta la comunità, un momento centrale nella costruzione di una vita autenticamente democratica, in cui la metà della popolazione, fino ad allora esclusa, potesse avere peso e voce in capitolo nelle scelte che riguardano tutti, donne comprese.

Negare questa realtà, e per di più dichiarare che si sia invece trattati di una minaccia per la famiglia, rappresenta non soltanto una frase irricevibile e incivile, ma una profonda offesa a tutte le donne, di qualsiasi età, condizione, convincimento politico.

Invitiamo il consigliere che l’ha pronunciata a scusarsi, perché con le sue tremende parole ha insultato non solo tutte le cittadine di Formigine, che dovrebbe rappresentare, ma anche le donne che fanno parte della sua vita personale”: così la portavoce della Conferenza delle donne democratiche Patrizia Belloi e della segretaria provinciale del Partito Democratico Marika Menozzi, a seguito delle affermazioni del consigliere comunale di della lista civica ‘Cambiare’ ed ex candidato sindaco (nel 2019) del centrodestra a Formigine, secondo cui “Il diritto di voto alle donne è stato un attacco all’unità familiare”.

“Sono parole che non possiamo in alcun modo minimizzare o derubricare a ‘voci dal sen fuggite’, per di più perché pronunciate in un consesso istituzionale – continuano Belloi e Menozzi – e riteniamo che siano figlie di una mentalità che ci ripiomba nei secoli più bui dell’alto Medioevo. In questi giorni migliaia di donne e uomini stanno lottando, anche al prezzo della vita, per le piazze e le strade dell’Iran (dove in ogni caso le donne possono votare), per ottenere maggiore libertà e diritti, anche e soprattutto rispetto all’autodeterminazione femminile. Pensare che qui, sul nostro territorio, ci sia chi nega il diritto di voto come una conquista di civiltà mette i brividi. Ci auguriamo che una condanna ferma e senza ambiguità arrivi dai rappresentanti di tutti gli schieramenti politici, perché su valori come questi non ci possono essere, in un Paese civile, distinzioni di bandiera”.