Si è svolta questa mattina, in Piazza Martiri della Libertà , la cerimonia istituzionale del Giorno del Ricordo, una commemorazione sobria ma carica di significato, promossa dal Comune di Casalgrande.
Alla presenza del Sindaco Giuseppe Daviddi, di Assessori e Consiglieri comunali, delle autorità civili, religiose e militari, dei rappresentanti delle associazioni di volontariato e degli Alpini di Casalgrande, la cerimonia ha visto anche la partecipazione della classe 3ª G dell’Istituto Comprensivo di Casalgrande, accompagnata dalla professoressa Elisa Torricelli, a testimonianza del valore educativo e civile della ricorrenza.
Il Giorno del Ricordo è stato istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, «al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, nonché dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati». Proprio in segno di rispetto e raccoglimento, la cerimonia dell’Alzabandiera – curata come di consueto dagli Alpini di Casalgrande – si è svolta con il Tricolore issato a mezz’asta, preceduta dall’esecuzione dell’Inno Nazionale e conclusa con il Silenzio, come avviene nelle occasioni solenni.
Nel suo intervento, che viene riportato integralmente in allegato a questo post, il Sindaco Daviddi ha sottolineato: «Quello che ricordiamo oggi sono le vicende di uomini e donne, spesso civili inermi, travolti dalla violenza della guerra e delle ideologie, che pagarono con la vita o con l’abbandono della propria casa il drammatico intreccio tra conflitto mondiale, nazionalismi contrapposti e resa dei conti politici sul confine orientale alla fine della Seconda guerra mondiale. Quando le differenze identitarie divennero motivo di contrapposizione, quando la propaganda sostituì il dialogo e la diffidenza prese il posto della pacifica convivenza, la storia cambiò direzione: prima il linguaggio dell’odio, poi la disumanizzazione dell’avversario, infine la violenza».
Il Primo cittadino ha poi aggiunto: «Le foibe rappresentano, ancora oggi, il simbolo della brutalità contro civili inermi e della perdita di umanità che nasce nel momento in cui l’odio prevale sulla ragione e sul rispetto della persona».
«Il male non è un accidente che capita per caso. Nasce quando il potere, con qualunque volto esso si presenti, antepone un’idea o un’ideologia alla persona e si sviluppa quando la responsabilità individuale viene sostituita dalla colpa collettiva. Per questo il Giorno del Ricordo non vuole e non deve essere contro qualcuno, ma un monito per tutti: ci invita a custodire ogni giorno il rispetto della persona, delle differenze e delle regole condivise, affinché nessuna paura, tensione o difficoltà diventi terreno fertile per l’odio», ha concludo Daviddi.
A suggello della cerimonia, la benedizione impartita da don Carlo Castellini, parroco dell’Unità Pastorale Maria, Regina della Pace.

