L’Azienda USL di Bologna e l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola uniscono le forze nella lotta al tumore della mammella. Le attività di prevenzione screening e diagnosi diventano interaziendali: dall’unione delle strutture nasce uno dei centri screening e di diagnosi più grandi del Paese per competenze, professionisti e tecnologie ma soprattutto numero di prestazioni erogate.
Ogni anno, infatti, i centri bolognesi di Azienda USL e IRCCS Policlinico di Sant’Orsola eseguono oltre 90 mila mammografie: di queste oltre 70 mila nell’ambito dello screening per il quale vengono invitate circa 100 mila donne. All’invito rispondono mediamente sette donne su dieci, un dato in forte crescita per il 2025 che è arrivato al 77% quando nel 2024 era al 72%.
La Senologia interaziendale, diretta da Alfredo Tafà può contare su 17 mammografi e 46 professionisti fra personale clinico e assistenziale. Tecnologie tra le più moderne e all’avanguardia, recentemente infatti sono state tutte riammodernate con la sostituzione delle apparecchiature con più di 10 anni grazie a finanziamenti del PNRR. La Senologia Interaziendale è una realtà integrata e in stretta collaborazione con le due Breast Unit della città presenti all’IRCCS Sant’Orsola e all’Ospedale Bellaria, guidate rispettivamente dal Prof. Claudio Zamagni e della Dott.ssa Antonella Baldissera.
Per quanto riguarda lo screening del tumore della mammella, nel territorio dell’Azienda USL Bologna, solo nel 2024, il 5% degli esami ha richiesto un approfondimento successivo (circa 3.500 donne). Circa 2.500 hanno eseguito esami non invasivi (come mammografie con mezzo di contrasto, proiezioni aggiuntive o ecografie). Su circa 1.000 è stato necessario procedere con approfondimenti più invasivi come le biopsie. A circa 300 donne è stato poi diagnosticato un tumore maligno, nell’80% dei casi si trattava di carcinomi invasivi che sono stati presi in carico e trattati. Si tratta quindi di pazienti apparentemente sane, senza sintomi evidenti, che hanno potuto scoprire la patologia grazie al programma di screening. Per quanto riguarda l’età: 1 donna su 382 tra quelle di 45-49 anni, 1 su 205 tra quelle di 50-69 anni e 1 su 93 tra quelle di 70-74.
Oltre a quelli relativi alle attività di screening, nel 2024 le Breast Unit dell’IRCCS e dell’Azienda USL hanno diagnosticato e preso in carico anche ulteriori 780 tumori della mammella. Complessivamente, quindi, fra attività di screening e cliniche si tratta, in un anno, di oltre 1.000 nuove diagnosi.
Per quanto riguarda la riduzione del rischio di mortalità, in Emilia-Romagna lo screening mammografico ha consentito alle donne che vi hanno aderito di ridurre la mortalità del 56% e le forme avanzate di carcinoma del 26%, favorendo cure più semplici e meno invasive.
“Nella lotta al tumore della mammella – spiega il Dott. Alfredo Tafà, Direttore della Senologia Interaziendale – la diagnosi precoce oggi fa davvero la differenza. Disponiamo di competenze e di tecnologie che ci consentono di essere precisi e accurati nella diagnosi, questo nuovo modello organizzativo ci consentirà di mettere a sistema le eccellenze del territorio: parliamo di un team multi-specialistico avanzato, e di una sempre maggiore collaborazione fra le due Breast Unit della città, con la capacità di mettere a sistema competenze, professionisti e tecnologie”.
“La nuova organizzazione interaziendale per lo svolgimento delle attività di screening – commentano le Direttrici Generali Anna Maria Petrini e Chiara Gibertoni – ha un obiettivo su tutti: offrire alle donne coinvolte e invitate a partecipare un’offerta quanto più omogenea possibile. A Bologna abbiamo la fortuna di avere due centri di eccellenza che hanno dimostrato capacità di collaborare e confrontarsi sulle procedure e le metodologie dalle più operative a quelle più strategiche. Era necessario sostenere questa esperienza con uno standard fra i più competitivi del Paese. Sia per numeri che per competenze”.
Sono già 31 le interaziendalità portate avanti dall’Azienda USL di Bologna e dall’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, come da scheda allegata.
“Questo è il modello di sanità pubblica che vogliamo, che difendiamo e su cui continueremo ad investire – sottolineano il Presidente Michele de Pascale e l’Assessore Massimo Fabi -. Una sanità capace di mettere a sistema le sue eccellenze, di fare rete, di darsi modelli organizzativi in cui professionisti, tecnologie e competenze possano essere utilizzati e valorizzati al massimo, sempre e solo nell’interesse dei pazienti. La Senologia Interaziendale di Bologna si candida a diventare uno dei Centri screening del tumore alla mammella tra i più importanti del Paese, un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro al seno, che qui in Emilia-Romagna ha già ora un tasso di mortalità tra i più bassi in Italia. Ci complimentiamo e ringraziamo Ausl Bologna e Irccs Policlinico Sant’Orsola, che con questo lavoro hanno aggiunto un altro tassello alla rete delle attività integrate tra le Aziende sanitarie in ambito metropolitano, che arrivano con questa a 31. Testimonianza di come – chiudono de Pascale e Fabi – quando si collabora a tutti i livelli nell’esclusivo interesse dei pazienti, nessuno ci perde, e tutti ci guadagnano: si migliora la qualità̀ dei servizi, si fornisce una risposta equa e omogenea ai cittadini indipendentemente da dove risiedono e si garantisce ai professionisti lo sviluppo delle competenze specifiche, ottimizzando anche l’utilizzo delle risorse”.
“La nascita della Senologia Interaziendale tra Azienda USL di Bologna e IRCCS Policlinico di Sant’Orsola rappresenta un risultato di straordinaria importanza per la nostra città e per la tutela della salute delle donne. – commenta il Sindaco di Bologna Matteo Lepore – Un percorso che migliora l’efficienza e la qualità della cura, mettendo insieme competenze, professionalità e tecnologie d’eccellenza per rafforzare la prevenzione e la diagnosi precoce. I numeri dello screening, con un’adesione in costante crescita e oltre 90 mila mammografie all’anno, raccontano un servizio pubblico che nonostante le difficoltà continua a mettere in campo politiche innovative e concrete che salvano vite. Sosteniamo con convinzione percorsi come questo, capaci di mettere al centro le persone e il loro diritto alla salute e fare sinergia tra strutture ospedaliere per rendere più forte la risposta ai bisogni sanitari del nostro territorio”.
“Questo progetto interaziendale – dichiara Marilena Pillati, Vicepresidente della CTSSM di Bologna – rappresenta un risultato di grande valore per il nostro servizio sanitario pubblico ed è la dimostrazione di come la collaborazione tra Azienda USL e IRCCS Sant’Orsola possa migliorare l’efficacia delle misure di contrasto al tumore al seno che purtroppo colpisce ancora molte donne anche nel nostro territorio. Come CTSSM sosteniamo con convinzione questo percorso, che rafforza l’equità di accesso alle cure e alla diagnosi precoce: un investimento che va nella direzione di una sempre maggiore integrazione tra le eccellenze sanitarie dell’area metropolitana, mettendo al centro la prevenzione e la presa in cura tempestiva”.

