Questa mattina in Sala del Tricolore l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ha incontrato i dipendenti comunali che nel corso del 2024 e del 2025 sono andati in pensione. A salutare e a ringraziare la rappresentanza degli 87 dipendenti che hanno lasciato il servizio è stato il sindaco Marco Massari: erano presenti anche il vicesindaco Lanfranco De Franco, il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori e il consigliere Alessandro Aragona.
A ciascun ex dipendente, di cui è stato letto il nome in aula, è stata donata un’illustrazione con il Primo Tricolore e una pergamena, su cui era riportata la frase “Il Comune di Reggio Emilia esprime un sincero ringraziamento per il prezioso contributo umano e professionale offerto nel corso degli anni di servizio alla comunità”.
A nome dell’Amministrazione comunale, il sindaco Massari ha voluto sottolineare come la cerimonia sia stata un momento per riconoscere una storia fatta di impegno quotidiano, responsabilità, relazioni costruite con i colleghi e con i cittadini, problemi affrontati e soluzioni trovate, spesso lontano dai riflettori ma sempre con senso del dovere e dedizione. “Servire un’istituzione pubblica – ha detto il sindaco Massari – ha ovunque un valore alto. Ma farlo qui, a Reggio Emilia, ha un significato ancora più profondo. Reggio è la Città del Tricolore. Questa stessa sala è il luogo in cui è nata la nostra bandiera, simbolo di unità, democrazia e partecipazione. Lavorare per il Comune di Reggio Emilia significa custodire e rendere concreto ogni giorno quello spirito: garantire diritti, costruire coesione, prendersi cura della comunità, rafforzare la fiducia nelle istituzioni”.
“Dietro ogni pratica evasa, ogni progetto realizzato, ogni servizio erogato, ci sono volti, competenze, sensibilità. Ci siete voi – ha concluso il sindaco Massari -. Avete rappresentato lo Stato e la città nel rapporto con le persone, nelle emergenze, nei cambiamenti normativi, nelle trasformazioni tecnologiche e sociali che hanno attraversato questi anni. Avete accompagnato Reggio Emilia mentre cresceva, cambiava, affrontava nuove sfide. E lo avete fatto con professionalità, ma soprattutto con un contributo umano che ha fatto la differenza. Perché un ente pubblico non è fatto solo di regolamenti e procedure: è fatto di relazioni, di ascolto, di attenzione”.

