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Correggio, fra trent’anni. Raccontata dai ragazzi



C’è un momento in cui il futuro smette di essere una parola astratta e diventa una strada, un volto, una scelta. A Correggio quel momento passa anche dalle pagine scritte da ragazze e ragazzi che hanno provato a rispondere, senza scorciatoie, a una domanda semplice e enorme: “Immagino la mia città fra trent’anni”.

Da questo spunto nasce il progetto realizzato da una classe quarta del Liceo classico “Rinaldo Corso” nell’ambito del PCTO (ex alternanza scuola-lavoro), in collaborazione con il Centro Culturale Lucio Lombardo Radice. Un percorso che riprende l’esperienza avviata nove anni fa con il volume “Futuro in… Corso”, per capire quanto eventi estremi come la pandemia, le guerre e un’AI sempre più presente abbiano inciso sulla visione del domani delle nuove generazioni.

Il risultato è il libro “La città del domani. Storie di un futuro urbano”, che sarà presentato sabato 21 febbraio alle ore 17 a LaBiblio di Correggio. All’incontro interverranno la dirigente del Liceo Donatella Martinisi, la docente di Lettere Simona Biscione, l’assessore all’educazione e alla cultura Gabriele Tesauri e Lucio Levrini per il Centro Culturale Lucio Lombardo Radice.

Se in passato colpì scoprire che, su trentatré racconti, uno solo fosse davvero utopico, oggi sorprende la fiducia: quasi la metà delle storie guarda al futuro con speranza. E anche quando la visione si fa distopica, il valore resta intatto: è analisi critica, è invito a non essere indifferenti.

L’assessore Gabriele Tesauri ha sottolineato che si tratta di “un esercizio di cittadinanza, un atto creativo e politico nel senso più alto del termine: immaginare il futuro per abitare meglio il presente”. “Questo tipo di attività mira a sviluppare una vera ‘filosofia della mente’”, ha commentato invece la dirigente Donatella Martinisi. Per la docente Simona Biscione è “un possibile futuro per la propria città, un futuro che si intreccia con le proprie esperienze, i propri sogni e le proprie paure”. E Lucio Levrini ha concluso dicendo di aver trovato nei racconti “voci che emozionano il lettore: lo divertono, lo fanno pensare e riflettere, lo educano”.