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Bologna, approvato l’Albo degli immobili per la rigenerazione urbana

Sono 71 gli immobili pubblici già in elenco. Quelli privati dovranno aderire all’albo per i cambi di destinazione d’uso verso il residenziale e turistico-ricettivo



Panoramica da Villa Ghigi sul centro storico di Bologna (foto credit Comune)

La Giunta ha approvato nei giorni scorsi la creazione dell’Albo degli immobili resi disponibili per la rigenerazione urbana, così come previsto dalla normativa regionale. La delibera proseguirà ora il suo iter in Consiglio comunale.

La Legge Regionale 24/2017 stabilisce che il Comune, con l’obiettivo di attivare processi di recupero e valorizzazione di immobili e spazi urbani dismessi o in via di dismissione, predisponga e mantenga aggiornato un Albo di beni di proprietà dell’amministrazione comunale, immobili resi disponibili da altri enti pubblici, previa stipula di apposita convenzione, e immobili di privati che, attraverso apposita convenzione, si impegnino per almeno cinque anni a cedere al Comune o a terzi attuatori ad un prezzo calmierato rispetto a quello di mercato. Gli immobili dismessi potranno essere convertiti ed accogliere attività temporanee di interesse pubblico e generale, andando incontro alle diverse vocazioni del territorio e alle esigenze della comunità.

Con l’istituzione dell’albo è stato anche individuato un primo elenco di 71 immobili pubblici, distribuiti sul territorio comunale.

Per quanto riguarda gli immobili privati, l’istituzione dell’albo è richiamata anche nella variante 2 al PUG, recentemente assunta, che prevede l’adesione del proprietario all’albo per i cambi di destinazione d’uso degli immobili verso il residenziale e turistico-ricettivo. Attraverso l’iscrizione all’albo il proprietario aderisce ad una serie di richieste da parte dell’Amministrazione, tra le quali c’è innanzitutto la definizione di un valore congruo delle aree. L’obiettivo è quello di far contribuire maggiormente il proprietario delle aree, che beneficia della rigenerazione urbana, all’obiettivo sociale: ad esempio attraverso un calmieramento del prezzo, o con l’impegno di farsi carico di una quota parte dell’ERS che verrà realizzata, oppure facendosi carico delle demolizioni dell’area o delle bonifiche.

Per individuare questi immobili è prevista la pubblicazione di avvisi pubblici di manifestazione di interesse.

Le modalità di raccolta per le manifestazioni di interesse e i criteri per il calmieramento saranno definiti successivamente. In via transitoria, il proprietario può individuare il prezzo calmierato dimostrando, tramite le quotazioni dell’Osservatorio Mercato Immobiliare (OMI), che tale prezzo sia inferiore ai valori medi di mercato vigenti. L’inserimento è consentito anche senza calmieramento se il prezzo è già stato determinato in un contratto di compravendita o preliminare registrato tra il 29 settembre 2021 e il 15 dicembre 2025, a condizione che non vi siano ulteriori trasferimenti di proprietà prima del titolo edilizio.

Per quanto riguarda gli usi temporanei, è invece già aperto il bando https://www.comune.bologna.it/amministrazione/concorsi-avvisi-bandi/avvisi-pubblici/segnalazione-immobili-attivazione-usi-temporanei

La Giunta ha inoltre approvato una seconda delibera per dare avvio al percorso partecipativo che definirà gli obiettivi e i criteri dei futuri avvisi pubblici per proposte di accordi operativi.

Il percorso, svolto con il supporto della Fondazione Pietro Giacomo Rusconi, Villa Ghigi per l’innovazione Urbana, avrà una durata di circa due mesi e prevede incontri di condivisione degli obiettivi strategici per lo sviluppo urbanistico, anche tramite il confronto con altre città metropolitane, incontri con stakeholder del mondo delle trasformazioni urbane, consultazione di cittadini e cittadine da remoto.

Nell’elaborazione di proposte dovranno essere considerati gli altri progetti portati avanti dall’Amministrazione (Città della conoscenza, Impronta verde e Bologna Verde, Missione Clima, Bologna città 30, Piano per l’abitare), in particolare i seguenti temi:

  • diffusione di spazi per conoscenza, cultura e formazione;
  • mitigazione e adattamento agli effetti del cambiamento climatico;
  • modelli innovativi di gestione energetica degli edifici;
  • interventi di de-sigillazione con particolare riferimento alle aree a rischio alluvioni;
  • spazi per servizi di prossimità al piano terra;
  • mobilità sostenibile e limitazione della velocità;
  • forme di abitare collaborativo, governance per l’edilizia sociale, anche per l’attrazione e mantenimento dei talenti.

“Si tratta di un’altra tappa di attuazione della Variante 2 al PUG – spiega l’assessore Raffaele Laudani –  che consentirà agli operatori di andare avanti con i loro progetti nelle more che l’iter di approvazione di chiuda”.