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Olimpiadi 2026, inviato a Livigno il super mezzo di soccorso Sherp ma con un solo pilota a combattere contro la neve

Il gigante delle nevi è di stanza a Modena e qui ci sono gli unici 4 operatori abilitati. Fns Cisl regionale: "Inaccettabile scelta al risparmio, si minano serenità e sicurezza”



Nel cuore delle operazioni di sicurezza per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, scoppia il caso dello Sherp N Rescue, il gioiello tecnologico dei Vigili del Fuoco, di stanza a Modena, destinato al soccorso estremo nelle aree innevate di Livigno.

Un mezzo unico in Italia, ma che – denuncia Ivano Maltoni, leader della Fns Cisl Emilia-Romagna – è stato inviato alle Olimpiadi con un “equipaggio fantasma”: un solo operatore ha dovuto farsi carico non solo della complessa guida del mezzo, ma anche della conduzione dell’autocarro per il trasporto e delle delicate fasi di carico e scarico sulle rampe. Severo il giudizio del sindacato: “Una scelta al risparmio inaccettabile, che parla di decisioni sbagliate e di sicurezza del personale non tutelata a dovere”.

UN GIGANTE ORFANO DI EQUIPAGGIO

Lo Sherp, in forza alla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna e gestito dal comando di Modena, è stato schierato a Livigno il giorno prima dell’apertura dei Giochi. “Nonostante il comando modenese vanti quattro conduttori specializzati, gli unici in tutta Italia, la Direzione Centrale per le Emergenze di Roma ha disposto la dislocazione a Livigno di una sola unità, quando, invece, ne sarebbero occorse almeno due”, segnala Maltoni.

Lo Sherp non è un semplice fuoristrada: progettato per operare tra -40°C e +45°C, è fatto per arrivare dove gli altri si fermano. E’ un Utv (Utility Terrain Vehicle) dalle capacità quasi illimitate, ma il suo impiego richiede, però, un supporto costante.
Infatti, questo gigante delle nevi è dotato di un sistema Skid-Steer: si guida senza volante, tramite leve che bloccano le ruote di un lato per curvare. “Una manovra che in pendenza o su ghiaccio richiede massima concentrazione. In caso di guasto o bloccaggio in un’area isolata, un unico operatore rischierebbe l’assideramento o l’impossibilità di chiamare soccorsi. La neve e il gelo non perdonano l’isolamento”, evidenzia la Fns Cisl Cisl Emilia-Romagna.

“SI RISPARMIA SU UN SERVIZIO ESSENZIALE”

Per questo il sindacato stigmatizza “una politica di eccessivo risparmio su un servizio essenziale. Affidare la movimentazione di un mezzo così particolare a una sola unità è un rischio evidente”.

Per Maltoni e la Fns Cisl Emilia-Romagna “queste economie non solo minano la serenità del personale, ma abbassano la qualità del servizio in una vetrina internazionale prestigiosa quale è quella delle Olimpiadi invernali”. Ci fosse stata o si dovesse realizzare nelle ultime giornate una emergenza reale, “l’unico pilota sul posto rischierebbe di non potere garantire la continuità del soccorso, rendendo inutile la presenza di un mezzo tanto sofisticato quanto costoso”, chiosa il sindacato.