Una delegazione reggiana a Bruxelles ha preso parte, nei giorni scorsi, all’incontro conclusivo del progetto europeo Cities. Nell’occasione sono stati presentati i risultati del lavoro coordinato portato avanti da cinque città, oltre Reggio Emilia, capofila del progetto, erano presenti anche Modena, Ravenna, Casalecchio di Reno e Olbia. Dall’inizio del progetto, nel 2024, sono stati realizzati, grazie al finanziamento europeo per la lotta alle discriminazioni, programmi di formazione che hanno coinvolto complessivamente 450 partecipanti nei cinque comuni. Il progetto prevedeva la raccolta e l’analisi dei dati sull’uguaglianza, la formazione del personale del pubblico impiego e un confronto strutturato tra società civile, comuni, regioni, Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) e Consiglio d’Europa.
L’obiettivo è condividere una prospettiva della diversità non come problema da gestire, ma arricchimento che rende le città più aperte e predisposte all’innovazione. Il tessuto sociale diviene così l’attore principale nella prevenzione delle disuguaglianze e nella garanzia di parità di accesso a diritti e opportunità, attraverso un approccio capace di riconoscere diverse forme di discriminazione che talvolta si sovrappongono rafforzandosi reciprocamente, e che per questo richiedono politiche sempre più mirate.
L’appuntamento ha riunito rappresentanti del Parlamento europeo, del Governo italiano, della Regione Emilia-Romagna, amministratori locali, università e organizzazioni della società civile in un confronto a più livelli sulle strategie di contrasto al razzismo e alle discriminazioni.
Ad aprire i lavori è stata l’assessora alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia, Marwa Mahmoud, che ha sottolineato il valore politico e istituzionale dell’iniziativa: “Questa non è soltanto la restituzione di un progetto europeo, ma un incontro di scambio intenso e partecipato. Abbiamo voluto mettere insieme livelli diversi – da quello locale a quello europeo – e mondi differenti, dall’istituzionale all’accademico fino alla società civile, ascoltando le persone che ogni giorno subiscono discriminazioni sulla propria pelle”.
Oltre alla delegazione reggiana con Mondinsime e ai rappresentanti delle altre quattro amministrazioni comunali, all’incontro hanno preso parte l’europarlamentare Annalisa Corrado, Mattia Peradotto direttore dell’Unar, organismo statale operante presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che garantisce il diritto alla parità di trattamento e contrasta le discriminazioni basate su razza, origine etnica, età, religione, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità, Luca Rizzo Nervo delegato della Presidenza regionale per le Politiche interculturali e Rita Bertozzi docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Il progetto Cities nasce dall’esperienza della Rete Italiana delle Città del Dialogo, network nazionale che riunisce 32 città impegnate nella promozione del dialogo interculturale e della coesione sociale, parte del Programma Città Interculturali del Consiglio d’Europa. La Rete, coordinata da ICEI – Istituto Cooperazione Economica Internazionale – favorisce lo scambio di buone pratiche e il rafforzamento delle capacità amministrative per rispondere alle sfide della contemporaneità.

