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Minore con problemi respiratori a Montecchio, l’Ausl: fondamentale in casi di questa gravità chiamare il 112



In riferimento all’episodio verificatosi all’esterno del Punto di Primo intervento di Montecchio Emilia alle 20.13 di lunedì 9 marzo 2026, Ausl precisa che il minore alle prese con problemi respiratori, portato dalla madre, è stato intercettato all’esterno della struttura, nei pressi della camera calda dell’ospedale, da due infermieri che stavano smontando dal turno pomeridiano.

I due sono immediatamente intervenuti, allertando i soccorsi con prontezza. L’ambulanza è stata ingaggiata alle 20.14 ed è giunta in loco alle 20.18; l’automedica è stata ingaggiata alle 20.17 ed è arrivata alle 20.27; l’autoinfermieristica è stata ingaggiata alle 20.14 è arrivata alle 20.18.

Il personale infermieristico operava, come da protocolli regionali, per le prime manovre di emergenza, collaborando con il personale medico dell’automedica che stava intervenendo sull’evento e che forniva indicazioni terapeutiche circa il trattamento, somministrando ossigeno e aerosol.

Nel frattempo l’infermiere dell’autoinfermieristica affiancava il medico nel trasporto in ambulanza nel tragitto fino all’ospedale di Parma, come previsto dal protocollo interaziendale. Ora le condizioni del minore risultano stabili.

Comprendendo lo stato paura e di tensione dei familiari in questi casi, si rammenta che in situazioni di tale gravità, e comunque sempre in condizioni di criticità importanti, è di fondamentale importanza chiamare tempestivamente il numero di telefono della Centrale Operativa (numero di telefono: 112) e descrivere quanto sta accadendo, rispondendo alle domande dell’operatore adeguatamente formato per intercettare situazioni cliniche a rischio e definire le risorse più adeguate per dare risposta ai bisogni e predisporre il percorso migliore per il trattamento del paziente.

A prescindere dagli orari dei servizi è la centrale operativa che in base alla gravità e alla  patologia decide il mezzo da inviare e la struttura di destinazione.

A livello regionale ed interprovinciale sono previsti protocolli e percorsi ad hoc con la centralizzazione in ospedali dedicati e capaci di fornire risposte adeguate per ciascuna condizione.

Il minore sarebbe stato comunque inviato su Parma perché la risposta adeguata prevista dai protocolli era sull’Azienda di Parma. La centrale operativa lo avrebbe indirizzato conformemente al bisogno.