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L’intervento del Sindaco Giuseppe Daviddi alla fine del Ramadam presso la comunità islamica del Distretto ceramico



Così il Sindaco di Casalgrande Giuseppe Daviddi in occasione della fine del Ramadam:

Signore e Signori,

amiche e amici,

è per me un onore essere qui oggi, in occasione della conclusione del Ramadan, un momento di grande valore spirituale, di riflessione, di comunità e di condivisione.

Il Ramadan è, per i fedeli dell’Islam, un tempo di purificazione, di preghiera e di attenzione verso gli altri: un periodo in cui si rafforzano valori come la solidarietà, il rispetto e la responsabilità personale.

Ma essere fedeli agli insegnamenti religiosi non può esaurirsi in un momento di festa. Deve diventare un comportamento quotidiano, un modo di vivere, un impegno concreto nella vita di tutti i giorni.

In un tempo complesso come quello che stiamo vivendo, sento il dovere di richiamare tutti noi a un principio fondamentale: non dobbiamo cadere nella provocazione di leggere i conflitti che attraversano il mondo come guerre di religione.

Come ci ha insegnato Papa Francesco, le guerre non nascono dalla fede, ma da interessi economici, politici, di potere. Nessuna religione autentica predica la guerra come strumento di prevaricazione o di sottomissione dei popoli.

Se lette con attenzione, tutte le grandi tradizioni religiose — a partire dalle religioni Islam e Chiesa cattolica — ci parlano di valori universali: fratellanza, rispetto, amore, solidarietà verso il prossimo.

Anche il Corano richiama con forza questi principi: invita alla pazienza, alla giustizia e al perdono, ricordando che Dio ama coloro che compiono il bene e che il male non si vince con altro male, ma con ciò che è migliore.

Ed è proprio da qui che nasce una riflessione che sento importante condividere: la vendetta, come la guerra, non è mai giustificata.

Rispondere al male con altro male non costruisce giustizia, ma alimenta solo una spirale che divide, allontana e distrugge.

La vera forza sta invece nel saper interrompere quella spirale, scegliendo la via più difficile ma più giusta: quella del dialogo, del rispetto, della convivenza.

Proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di dire con chiarezza: la guerra va sempre contrastata, senza se e senza ma.

E ancora di più quando viene proclamata unilateralmente, in violazione del diritto internazionale, generando crisi e sofferenze che coinvolgono interi popoli.

La storia avrebbe dovuto insegnarci abbastanza.

E anche la nostra Costituzione della Repubblica Italiana, all’articolo 11, afferma con forza che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Ma oggi dobbiamo avere l’ambizione di dire qualcosa di più: la guerra non dovrebbe essere più utilizzata, per nessuna ragione.

Le uniche “armi” che dovremmo riconoscere sono altre: l’intelligenza, il dialogo, il confronto, la tolleranza, il rispetto, l’uguaglianza.

Viviamo in una comunità sempre più interreligiosa.

Una comunità in cui ogni fede mantiene la propria identità, ma è chiamata a confrontarsi con le altre per convergere su valori comuni: l’amore, la fratellanza, la solidarietà, il rispetto.

E tutto questo deve avvenire nel rispetto delle regole laiche che ci siamo dati.

Perché c’è un principio semplice ma fondamentale che ci guida: la mia libertà finisce nel momento in cui inizia quella dell’altro.

È su questo equilibrio che si costruisce una convivenza autentica, pacifica e giusta.

Grazie a tutti, e buona conclusione del Ramadan

Giuseppe Daviddi,

Sindaco di Casalgrande