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Future of European Ceramics: Sassuolo porta la voce del distretto al Parlamento Europeo

Il Sindaco Mesini: “Dietro ogni fabbrica ci sono salari. Dietro ogni salario, una famiglia. Dietro ogni famiglia, welfare, scuole, coesione sociale. Senza industria non c’è welfare”



Si è tenuto oggi a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, l’evento Future of European Ceramics, promosso dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Generalitat Valenciana con il sostegno dei gruppi S&D, Renew Europe ed EPP. Una giornata che ha messo al centro il futuro dell’industria ceramica europea, tra riforma delle politiche climatiche e rilancio della ricerca industriale.

Il sindaco di Sassuolo Matteo Mesini ha partecipato alla sessione Local Perspectives — insieme alla Presidente della Provincia di Castellón Marta Barrachina, al Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni, al sindaco di Onda Carmina Ballester e al sindaco di Alcora Samuel Falomir — portando la voce diretta del principale distretto ceramico d’Europa.

Al cuore della giornata, la firma della dichiarazione congiunta tra la Regione Emilia-Romagna, rappresentata dal Vicepresidente Vincenzo Colla, e la Generalitat Valenciana, rappresentata dall’assessore all’Industria Marian Cano García, alla presenza dell’Ambasciatore italiano alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE, Marco Canaparo.

Il documento fotografa con precisione il peso del settore: nei due territori lavorano direttamente circa 38.000 persone, cui si aggiungono almeno 120.000 nell’indotto. In Emilia-Romagna la ceramica genera il 5% del valore aggiunto regionale e contribuisce per il 10% al saldo commerciale positivo. Nella Comunità Valenciana vale il 3% del PIL regionale e il 22% del PIL industriale. Nelle province di Modena e Reggio Emilia, un lavoratore manifatturiero su tredici è impiegato nel settore ceramico.

Le due regioni rappresentano insieme quasi l’80% della produzione europea di piastrelle. La dichiarazione avanza richieste politiche precise: sospensione immediata dell’ETS per la ceramica, congelamento delle allocazioni gratuite, definizione di un benchmark specifico per il settore e l’avvio di un programma europeo di ricerca dedicato — finora mai esistito.

“Sono tornato a Bruxelles perché la situazione non è migliorata – ha detto il sindaco Matteo Mesini – aprendo il suo intervento – le imprese non sanno quante quote ETS avranno nel 2026. Non possono pianificare, non possono assumere, non possono innovare. Un sistema nato per accompagnare la transizione sta paralizzando chi ha già investito più di chiunque altro in efficienza e sostenibilità”.

Mesini ha ribadito il paradosso al centro del dibattito: le aziende ceramiche europee sono già le più sostenibili al mondo, ma continuano a pagare una carbon tax che i competitor cinesi e indiani non conoscono.

Le aziende – ha ribadito – non chiedono di inquinare di più. Chiedono tecnologie alternative che oggi semplicemente non esistono su scala industriale”.

Rivolgendosi direttamente agli eurodeputati presenti — appartenenti ai gruppi S&D, Renew Europe, EPP ed ECR — e alla Commissione Europea, rappresentata da Beatriz Yordi, Direttrice della DG CLIMA.B, il sindaco ha chiesto un atto politico concreto: “Portate questa dichiarazione avanti. Non come documento di lobby, ma come segnale che i territori produttivi d’Europa stanno cedendo sotto una pressione normativa mai calibrata sulla realtà industriale. Dietro ogni fabbrica ci sono salari. Dietro ogni salario, una famiglia. Dietro ogni famiglia, welfare, scuole, coesione sociale. Senza industria non c’è welfare. Senza welfare non c’è Europa. Senza Europa non c’è futuro che valga la pena costruire”.