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30 marzo: Giornata Internazionale Zero Waste: Modena abbandona il porta a porta. Il WWF chiede di invertire la rotta



Cosa è la Zero Waste e perché conta

Il 30 marzo è la Giornata Internazionale Zero Waste, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2022. L’obiettivo Zero Waste – letteralmente “rifiuti zero” – non si limita ad aumentare la raccolta differenziata: si propone di ridurre drasticamente la produzione di rifiuti alla fonte, rendere il sistema di gestione circolare e portare a discarica o incenerimento meno del 10% del totale dei rifiuti prodotti entro il 2040, secondo la definizione della Zero Waste International Alliance (ZWIA).

È una visione che richiede politiche di prevenzione, di riuso, di progettazione dei prodotti, di appalti pubblici sostenibili e di educazione civica: ben oltre la collocazione dei cassonetti e la corretta separazione dei sacchi.

La strategia Zero Waste ha anche una diretta ricaduta sulla salute pubblica. Ridurre la quantità di rifiuti non riciclabili significa ridurre la quantità di rifiuti avviati a incenerimento. Il termovalorizzatore di Modena, gestito da Hera, tratta oggi una quota rilevante del rifiuto urbano residuo del comune di Modena e della provincia di Modena oltre ai rifiuti speciali provenienti da tutte le regioni d’Italia: ogni tonnellata in meno conferita all’impianto corrisponde a minori emissioni in atmosfera di diossine, furani, particolato fine e altri inquinanti, anche quando l’impianto opera nei limiti di legge. L’epidemiologia è chiara: le popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento presentano un rischio aumentato di alcune patologie oncologiche e respiratorie, come documentato da studi dell’Istituto Superiore di Sanità e della letteratura internazionale. Meno rifiuti bruciati significa meno esposizione, meno malattie, meno costi sociali e sanitari. La Zero Waste non è soltanto una politica ambientale: è anche una politica di salute pubblica.

I progressi raggiunti: un punto di partenza prezioso

Il WWF riconosce che negli ultimi anni il Comune di Modena ha compiuto dei progressi. La raccolta differenziata ha raggiunto il 78,9% nel 2024 (dato ISPRA), con un incremento di 5,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente – una delle crescite più marcate tra i capoluoghi emiliano-romagnoli. Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la Tariffa Corrispettiva Puntuale (TCP), che introduce una quota variabile legata alla quantità di rifiuto indifferenziato conferito: uno strumento potenzialmente efficace per incentivare comportamenti virtuosi.

Questi risultati sono stati ottenuti anche grazie all’ampia diffusione della raccolta porta a porta per carta e plastica, sistema che la letteratura scientifica e i dati empirici indicano unanimemente come il più efficace per garantire alta qualità del materiale raccolto e percentuali elevate di differenziata.

La svolta che preoccupa: addio al porta a porta su 76.000 utenze

A partire da autunno 2025, il Comune di Modena – in collaborazione con Hera – sta sistematicamente smantellando il porta a porta per carta e plastica, sostituendolo con cassonetti stradali ad apertura con Carta Smeraldo. Il piano, che si concluderà entro l’estate 2026, coinvolgerà il 94% delle 76.000 utenze nella zona residenziale centrale: una quota maggioritaria della città.

La scelta è presentata dall’Amministrazione come un miglioramento del decoro urbano e una semplificazione per i cittadini. Il WWF Emilia Centrale-Gruppo di Modena non nega che il graduale superamento del metodo dei sacchi a terra fosse auspicabile ma la risposta adottata – il cassonetto stradale – è la direzione opposta rispetto a quella seguita dai comuni italiani che hanno raggiunto le migliori performance ambientali.

I dati lo confermano con chiarezza. Nel rapporti “Comuni Ricicloni” 2025 di Legambiente, tutti i comuni più virtuosi della provincia di Modena – San Prospero, Bomporto, Novi, Medolla, Camposanto – utilizzano il porta a porta integrale o sistemi misti con tariffazione puntuale pienamente operativa. Lo stesso vale a livello regionale: Reggio Emilia (84,5% di RD), Parma (81,1%), Forlì (82%) hanno raggiunto quelle percentuali mantenendo e potenziando il porta a porta, non abbandonandolo. Anche Carpi, nel modenese, gestito da AIMAG, ha costruito le sue performance proprio su quel modello.

Il cassonetto stradale – pur con Carta Smeraldo – comporta strutturalmente una riduzione della qualità del conferimento, un aumento delle frazioni estranee nel materiale raccolto (con conseguente calo del tasso di riciclo effettivo) e una perdita del contatto diretto tra gestore e utente che il porta a porta garantisce. Il rischio concreto è che Modena, che con fatica ha raggiunto quasi il 79% di raccolta differenziata, veda questo dato fermarsi o arretrare nei prossimi anni, mentre le città più lungimiranti continuano a salire.

I numeri lo dimostrano in modo inequivocabile. Il report “Sotto il muro dei 100 kg: comuni verso rifiuti zero” (11° edizione, dati 2023) della Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna analizza i 330 comuni della regione classificandoli per sistema di raccolta e risultati di riciclo effettivo. Il quadro che emerge è netto: dei 9 comuni che hanno conseguito la medaglia d’oro (sotto i 100 kg/abitante di rifiuti non riciclati), tutti utilizzano la raccolta porta a porta integrale con tariffa puntuale. Il dato è confermato dalla tabella dei premiati: su 78 comuni con porta a porta e tariffa puntuale, il 68% ha ottenuto un riconoscimento; nessuno dei comuni con raccolta stradale TP o raccolta mista TP ha raggiunto la soglia dei 100 kg/abitante. Nella graduatoria per capoluoghi, Modena figura al 194° posto su 330 comuni con 261 kg/abitante di rifiuti non riciclati, con raccolta stradale e senza tariffa puntuale – contro i 136 kg di Forlì (porta a porta TP, gestita da Alea), i 165 kg di Parma (porta a porta TP, Iren) e i 174 kg di Reggio Emilia (porta a porta TP, Iren). Il report evidenzia inoltre che negli impianti dove prevale il conferimento stradale gli scarti dell’umido sono tre volte superiori rispetto agli impianti che trattano rifiuto raccolto porta a porta, e che per la carta la differenza è ancora più marcata: con la raccolta stradale gli scarti raggiungono il 21% contro il 2% del porta a porta. Il passaggio al cassonetto stradale che Modena sta attuando va quindi nella direzione opposta a quella che i dati indicano come vincente.

Il confronto con l’obiettivo Zero Waste: il quadro complessivo

La scelta sul porta a porta si inserisce in un quadro strategico più ampio che rivela l’assenza di un orientamento Zero Waste nella politica dei rifiuti del Comune di Modena. Il WWF Emilia Centrale-Gruppo di Modena ha sintetizzato i gap principali nella tabella seguente: