martedì, 31 Marzo 2026
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Dalla Regione quasi 50 milioni di euro per sostenere le aziende agricole nelle aree montane e con svantaggi naturali



Quasi 50 milioni di euro per sostenere le aziende agricole dell’Emilia-Romagna che operano nelle aree più svantaggiate, dalla montagna alle zone caratterizzate da vincoli naturali.

Con questo obiettivo la Giunta regionale ha approvato i bandi 2026 per le indennità compensative previste dalla Politica agricola comune (Pac) 2023-2027, rivolte alle imprese attive nei territori montani e nelle altre zone soggette a vincoli naturali. Il provvedimento attiva anche per quest’anno i due interventi principali: il sostegno alle aree montane, per un importo complessivo di circa 31,5 milioni di euro, e quello destinato agli altri ambiti territoriali con svantaggi naturali significativi (SRB02), pari a 17,5 milioni di euro, strumenti fondamentali per compensare i maggiori costi e i minori ricavi legati alle condizioni produttive più complesse.

Le risorse si inseriscono in una dotazione complessiva di oltre 144 milioni di euro per l’intero periodo di programmazione 2023-2027 e, anche per il 2026, sarà garantito il finanziamento di tutte le domande ammissibili, senza meccanismi selettivi.

Le indennità sono finalizzate in particolare a compensare il differenziale di redditività rispetto alle aree non soggette a vincoli e a garantire il mantenimento dell’attività agricola e zootecnica nei territori più fragili, contrastando l’abbandono delle aree interne e montane e rafforzando il presidio territoriale. L’obiettivo è assicurare continuità agli interventi e un sostegno diffuso alle imprese agricole che operano nei contesti più complessi.

“Con questi bandi- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi- rinnoviamo un impegno preciso della Regione: sostenere concretamente le aziende che operano nei territori più fragili, dove fare agricoltura è più difficile ma ancora più necessario. Parliamo di imprese che garantiscono produttività, presidio, tutela del paesaggio, manutenzione del territorio e qualità ambientale. Senza il loro lavoro quotidiano, intere aree rischierebbero di essere abbandonate, con conseguenze non solo economiche ma anche sociali e ambientali. Per questo confermiamo un sostegno importante alle imprese che operano in contesti con difficoltà strutturali rilevanti. È una scelta che riconosce il valore strategico dell’agricoltura nelle aree montane e svantaggiate e rafforza la coesione territoriale della nostra regione. Continuiamo inoltre a utilizzare al meglio gli strumenti della Pac, mettendo al centro le imprese agricole e garantendo continuità agli interventi, con l’obiettivo di rendere questi territori sempre più vivi, produttivi e sostenibili”.

I bandi

Nel dettaglio, i contributi sono erogati sotto forma di indennità annuale per ettaro di superficie agricola utilizzata (Sau), con importi fino a 300 euro per ettaro per le aziende zootecniche e fino a 250 euro per le altre tipologie di aziende agricole. Le domande sono ammissibili a partire da una superficie minima di 2 ettari, elevata a 3 ettari complessivi nel caso di richieste che riguardano entrambe le tipologie di area.

Possono accedere al sostegno gli agricoltori qualificabili come “in attività”, che conducono direttamente i terreni oggetto di domanda e risultano iscritti all’Anagrafe delle aziende agricole con fascicolo aziendale aggiornato e validato. Le superfici devono essere mantenute in condizioni idonee alla coltivazione o al pascolo per l’intero anno di riferimento. Per le aziende zootecniche, l’accesso al livello massimo di contributo è subordinato al rispetto di un carico minimo di bestiame, espresso in Unità di bestiame adulto (Uba) in rapporto alla superficie aziendale, secondo i parametri definiti dalla normativa nazionale ed europea.

È previsto un meccanismo di modulazione del contributo in base alla dimensione aziendale: il sostegno è pieno fino a 20 ettari e si riduce progressivamente per le superfici eccedenti, fino a non essere riconosciuto oltre i 60 ettari. Una modalità che consente di orientare le risorse verso le aziende di dimensioni piccole e medie. La degressività è applicata considerando complessivamente le superfici aziendali ricadenti sia nelle aree montane sia in quelle soggette ad altri vincoli naturali.

Le indennità sono cumulabili con gli altri strumenti della Pac, inclusi i pagamenti diretti e gli interventi agro-climatico-ambientali, contribuendo a rafforzare la sostenibilità economica delle aziende localizzate in territori con fabbisogni specifici.

Le domande di sostegno e pagamento dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2026, secondo le modalità definite nell’ambito del sistema di gestione della Pac. L’istruttoria è affidata ad Agrea, che provvede alla verifica delle domande, alla determinazione degli importi e alla concessione delle indennità.