Ha preso il via, ieri 31 marzo 2026, da Modena il percorso di incontri itineranti del Comitato dei Territori di Confindustria Moda, nato con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra Federazione e tessuto produttivo locale, valorizzare le specificità dei distretti e costruire una rappresentanza più forte e coesa sui tavoli della politica nazionale ed europea, in occasione del convegno “Trame di Competenze: il settore Tessile e Moda tra trasformazioni del mercato e sfide industriali”, organizzato da Confindustria Emilia Area Centro e Confindustria Moda.
L’appuntamento, ospitato nella sede modenese di Confindustria Emilia Area Centro, rappresenta un passo evolutivo nel confronto sempre più diretto con le imprese della filiera, in una fase in cui il settore tessile-moda affronta trasformazioni profonde dei mercati e nuove sfide industriali.
Il Comitato dei Territori, istituito a fine 2025 e composto da 23 imprenditori rappresentativi delle diverse anime della filiera e dei distretti italiani, è nato proprio con questa mission: ascoltare, connettere e portare a fattor comune le necessità delle imprese, trasformandole in proposte concrete di politica industriale.
L’incontro si è configurato come uno spazio strutturato di ascolto e confronto, ma anche come un’occasione per valorizzare esperienze imprenditoriali e best practice, favorendo nuove sinergie tra imprese, associazioni e sistema finanziario.
Dopo i saluti istituzionali di Andrea Carnevali (Delegato Aggiunto Filiera Moda e Lusso di Confindustria Emilia Area Centro), Gian Luigi Zaina (Delegato del Territorio in Confindustria Moda) e Carlo Palmieri, Coordinatore del Comitato dei Territori, i lavori sono proseguiti con l’intervento del Presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati, dedicato alla presentazione delle Linee Guida del Piano Strategico ed a un outlook sui temi più caldi del momento per il comparto.
A seguire, l’intervento della Vicepresidente di Confindustria Moda, Silvana Pezzoli, ha approfondito il ruolo dei distretti come fucina di esperienze, nuove proposte per l’innovazione del settore: l’origine necessaria per un costante confronto evolutivo della filiera nell’ottica di un sistema di rappresentanza compatto e forte. Il successivo contributo di UniCredit affronta il tema del credito e degli strumenti a supporto degli investimenti e degli imprenditori.
La tavola rotonda successiva riunisce imprese e attori della filiera per un confronto sulle competenze necessarie a innovare la competitività nei nuovi scenari di mercato. Al termine un vivace scambio di domande e risposte sui temi di attualità presentati nella sessione ha portato alla chiusura dei lavori.
“Il rafforzamento della filiera italiana del Tessile Moda passa dai 23 distretti”- ha dichiarato il Presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati,- “È qui che si concentrano competenze, capacità produttiva e identità industriale e manifatturiera uniche al mondo. Con il “Comitato dei Territori” di Confindustria Moda abbiamo costruito un dialogo strutturato e continuo con le imprese di tutto il Paese per trasformare le loro esigenze in una piattaforma di proposte concrete e attuali e sintoniche e per fare insieme la strategia industriale. Nell’emergenza attuale è necessario fare sistema: solo un comparto unito dal “monte fino ai brand” può avere il peso necessario per incidere realmente nelle scelte di politica industriale, in Italia e in Europa. Il nostro obiettivo è portare sui tavoli istituzionali una voce forte, autorevole e rappresentativa dell’intero settore, il secondo settore manifatturiero italiano. Il Sistema Moda è un pilastro dell’industria italiana, ma sta attraversando una fase complessa. Servono interventi certi ed affidabili su competitività, costo dell’energia, accesso al credito e sostegno agli investimenti. Senza una visione industriale condivisa, il rischio è quello di perdere un patrimonio unico di imprese e competenze e una parte determinante del sistema industriale del nostro Paese”.
In un contesto globale sempre più sfidante e complesso, la capacità di fare rete tra imprese, territori e istituzioni si conferma infatti un fattore determinante per la tenuta e il rilancio della filiera e per la tutela del valore industriale e occupazionale che il settore rappresenta per il nostro Paese.
Come ha sottolineato Gian Luigi Zaina, Delegato del Territorio in Confindustria Moda “Desidero innanzitutto, ringraziare il presidente di Confindustria Moda Luca Sburlati per la determinazione e la rapidità con cui sta portando avanti progetti fondamentali per il nostro settore. Parliamo di un comparto, quello tessile, che vale circa 90 miliardi e dà lavoro a mezzo milione di italiani, con una leadership del 70% nelle filiere del lusso. Abbiamo ancora una grande industria, ma dobbiamo difendere i nostri punti di forza senza esitazioni, anche davanti a minacce come l’energia e le trasformazioni in atto. La vera sfida, però, siamo noi stessi: un sistema diffuso di PMI spesso poco coordinato, che oggi non può più permettersi di “ballare da solo”. Serve fare un salto culturale, formarci, coordinarci, diventare industriali anche nell’atteggiamento, non solo nei numeri; ma per poter portare l’industria italiana della moda nel prossimo decennio e continuare ad essere la prima filiera lusso al mondo, dobbiamo ritornare ad essere attrattivi anche verso i giovani: saranno loro che ci permetteranno di affrontare le nuove sfide della digitalizzazione, della sostenibilità e delle relazioni internazionali. Condizioni necessarie ed indispensabili per preservare questo enorme patrimonio culturale ed industriale che tutti chiamano Made in Italy”.
L’iniziativa di Modena rappresenta il primo passo di un percorso che toccherà i principali distretti italiani, con l’obiettivo di costruire una maggiore integrazione tra livelli territoriali e nazionali e rafforzare il posizionamento del Sistema Moda nel dibattito economico e industriale.

