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Verso il piano del verde, Modena città degli alberi



A Modena ci sono circa 1.400 ettari di verde urbano e aree di forestazione, 30.458 gli alberi censiti nelle aree pubbliche, 26.160 quelli nelle aree di forestazione urbana. Dall’analisi svolta da AlberItalia emerge un dato molto importante relativo all’accessibilità al verde da parte dei cittadini: il 78% dei residenti abita entro un raggio di 300 metri da un’area verde.

A partire dagli indirizzi per la gestione del verde e i servizi ecosistemici elaborati da AlberItalia, il Comune di Modena avvia il percorso per predisporre il Piano del verde, uno strumento strategico e innovativo di pianificazione urbana, costituendo un gruppo di lavoro intersettoriale e aprendo una prima fase di appuntamenti sul verde e sugli alberi rivolto alla città, nel mese di aprile, che culminerà, il prossimo 7 maggio, nel primo evento nazionale della rete Tree Cities of the World italiane, che si svolgerà in città.

“Il ciclo di incontri ‘Il verde che vale’ – afferma l’assessora a Urbanistica e Verde, parchi e forestazione urbana Carla Ferrari – darà conto dell’importante lavoro svolto da AlberItalia, che avrà come ricaduta la redazione del Piano del Verde del Comune di Modena, che intendiamo configurare come uno strumento trasversale fra le discipline a cui attengono le tre deleghe che mi competono, necessariamente intrecciate fra loro. Non è infatti possibile parlare di verde, parchi e forestazione urbana in forma distinta rispetto all’urbanistica, così come non è possibile parlare di edilizia senza parlare di verde”.

Il professor Giorgio Vacchiano dell’Università di Milano, che ha lavorato all’indagine sul verde di AlberItalia, sottolinea come “il lavoro di indagine effettuato fornisce per la prima volta una base quantitativa per orientare la pianificazione del verde e della forestazione urbana a Modena. Il sistema verde comunale è già una infrastruttura ecologica di rilievo che, considerando anche le alberate urbane pubbliche private, raggiunge livelli elevati di continuità funzionale. Il lavoro ha mappato le priorità spaziali per la cura del verde, individuando le aree dove traffico, temperature elevate e bassa copertura arborea fanno prevedere i maggiori benefici per la salute e per la biodiversità aumentando la copertura verde”.

Per il direttore generale di Fondazione AlberItalia Sergio Gallo, “l’attenzione posta dal Comune di Modena alla gestione del verde pubblico è dimostrata da un patrimonio di oltre 380 ettari di foreste urbane, periurbane e di aree verdi costruito nel tempo. Ora, con il supporto scientifico fornito dallo studio della Fondazione, Modena disporrà di ulteriori strumenti per pianificare la cura del verde, e di elementi che consentiranno non solo agli esperti, ma anche ai cittadini, di dare il giusto valore ai molteplici benefici del verde per la città e i suoi abitanti”.

MODENA SI RICONFERMA TREE CITY OF THE WORLD

Modena si riconferma Tree City per il sesto anno consecutivo. Anche per il 2025 ha infatti ottenuto il riconoscimento del programma internazionale Tree Cities of the World promosso dalla Arbor Day Foundation e dalla Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), che vede AlberItalia capofila a livello nazionale, che riconosce le città impegnate nella gestione sostenibile del verde e delle foreste urbane. E sarà proprio la città di Modena a ospitare, il prossimo 7 maggio, il primo evento nazionale della rete Tree Cities of the World italiane, organizzato a conclusione degli incontri pubblici sul verde programmati dall’Amministrazione comunale.

“AlberItalia – afferma il direttore generale della Fondazione omonima – dal 2025 punto di contatto per l’Italia del Programma “Tree Cities of the World” promosso da FAO e Arbor Day Foundation, affiancherà Modena – che ha confermato per il 2025 il rispetto degli standard di questo programma – anche in un ulteriore laboratorio di idee che la porterà il 7 maggio 2026 a ospitare il primo meeting delle città italiane aderenti a Tree Cities of the world”, per un confronto di buone pratiche e sistemi di gestione del verde in città”. L’incontro, in collaborazione con il Comune di Modena, sarà un’occasione di celebrazione e di confronto tra i Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento, nonché di condivisione di esperienze e buone pratiche in materia di forestazione urbana. Sarà un momento significativo di valorizzazione delle realtà virtuose e di rafforzamento della rete delle Tree Cities in Italia.

Il titolo di Tree City è un riconoscimento assegnato a Modena per “l’impegno concreto nella gestione sostenibile del patrimonio arboreo urbano e nella promozione del verde come elemento fondamentale per la qualità della vita dei cittadini”, si legge nelle motivazioni. Per il 2025 sono state 283 le città nel mondo, provenienti da 24 nazioni, ad aver ottenuto il riconoscimento; nove le città italiane: oltre a Modena anche Padova, Torino, Bergamo, Buttrio, Campobasso, Ferrara, Matera e Jesi; città che rispettano gli standard del programma e adottano una strategia strutturata di gestione del patrimonio arboreo.

Gli appuntamenti aperti alla cittadinanza che precederanno l’incontro del 7 maggio sono tre, il 9, il 10 e l’11 aprile, e rappresenteranno l’occasione per i cittadini di discutere del valore della risorsa verde e della necessità di implementarla.

Il ciclo di incontri “Il verde che vale”, organizzato dal Comune in collaborazione con la Fondazione AlberItalia Ets e con la partecipazione del professor Giorgio Vacchiano dell’Università di Milano, avrà infatti l’obiettivo di approfondire i temi del verde nella città, coinvolgere esperti, professionisti e cittadini, raccogliere contributi e visioni e definire gli indirizzi e i contenuti del futuro Piano del Verde. Si parte giovedì 9 aprile con l’incontro “Conosci il tuo verde. 400 ettari di parchi e boschi della città da valorizzare” (ore 20.30 nella sala dell’ex Oratorio di Palazzo dei Musei, in viale Vittorio Veneto 5), che rappresenterà un momento di restituzione dell’indagine sul verde a Modena realizzata da AlberItalia per conto dell’Amministrazione. Venerdì 10 aprile ci si concentrerà su “I servizi ecosistemici. Misuriamo i benefici prodotti dai nostri alberi” (ore 20.30 nella sala dell’ex Oratorio di Palazzo dei Musei in viale Vittorio Veneto 5), mentre sabato 11 aprile alle 10 è in programma una “Passeggiata nel bosco di via Lazio”, (con ritrovo al parcheggio della Polisportiva Gino Nasi, via Latina). Ai tre momenti seguirà, nel mese di maggio, il primo meeting internazionale della rete coordinata dalla Fao “Tree cities of the world”, che sarà contestualmente un momento formativo per i professionisti del settore.

“A MODENA INFRASTRUTTURA DISTRIBUITA, AMPIA E ACCESSIBILE”

Il verde urbano di Modena è una infrastruttura distribuita, ampia e accessibile, con quasi quattro residenti su cinque che raggiungono un’area verde entro 300 metri. Le alberate pubbliche e la forestazione urbana generano insieme circa 456 mila euro l’anno nei tre servizi di regolazione ecosistemici del sequestro di carbonio, della qualità dell’aria e del deflusso evitato. L’effetto di raffrescamento non è tuttavia uniforme: alcune aree verdi funzionano come veri hotspot di mitigazione termica, con differenze di temperatura superficiale superiori a 5 °C.

Sono i principali elementi emersi dall’indagine “Verde Comune” effettuata da AlberItalia e coordinata da Giorgio Vacchiano e Sergio Gallo, per conto del Comune di Modena. Nel documento viene precisato come la forestazione urbana richieda una gestione continuativa: monitoraggio, controllo della mortalità degli alberi, costituzioni mirate, diradamenti selettivi e scelta di specie più coerenti con il clima futuro. E come le priorità di intervento siano complementari: nel tessuto urbano contano soprattutto gli effetti sulla salute umana, l’incremento dell’ombra e la riduzione del calore; nelle fasce agricole e ripariali contano connessione ecologica e nuovi habitat.

Negli ultimi decenni, il ruolo del verde urbano è profondamente cambiato: le aree verdi non sono più considerate soltanto spazi ricreativi o elementi estetici, ma vere e proprie infrastrutture ambientali strategiche per la qualità della vita nelle città. Il verde urbano contribuisce, infatti, a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, a ridurre l’isola di calore urbana, a migliorare la qualità dell’aria, a favorire la biodiversità, oltre che a offrire spazi di socialità e benessere. Il Comune di Modena, quindi, non solo intende tutelare il verde esistente, ma mira a svilupparlo e, per questo, da oltre un anno collabora con la Fondazione AlberItalia, punto di riferimento a livello nazionale nella gestione sostenibile del verde e degli ecosistemi forestali, che opera in collaborazione con enti pubblici, università e amministrazioni locali.

“Dal lavoro svolto da AlberItalia – commenta l’assessora Ferrari – emerge un dato molto importante relativo all’accessibilità al verde da parte dei cittadini: il 78% dei residenti abita entro un raggio di 300 metri da un’area verde, garantendo la rispondenza ad uno dei principi di pianificazione urbana, ormai consolidati, finalizzati a migliorare la salute delle persone e la biodiversità, che indica come standard per il verde in città: 3 alberi visibili da casa/lavoro, 30 per cento di copertura arborea nel quartiere e 300 metri di distanza massima da un’area verde. Questo obiettivo – prosegue – non potrebbe mai essere raggiunto se questo principio non venisse assunto dalla pianificazione urbanistica o se, quando si fa un progetto edilizio, per raggiungere il parametro relativo all’edificazione, non si prendesse l’impegno di piantare alberi nell’area di pertinenza”.

Il professor Vacchiano sottolinea in particolare come, “sul piano climatico, il verde urbano e periurbano produce un raffrescamento locale fino a -5,6 °C. Il sequestro di carbonio, la rimozione degli inquinanti e la regolazione del deflusso delle acque piovane generano un valore economico annuo complessivo di circa 456 mila euro (119 mila forniti dalle alberate urbane e 337 mila dalle aree di forestazione periurbana). Per mantenere nel tempo copertura, stabilità e benefici servono gestione adattativa, monitoraggio, diradamenti selettivi dove la competizione è eccessiva, rinfoltimenti dove necessario, e una diversificazione coerente con il clima futuro”.

L’indagine effettuata è stata sviluppata a partire da una mappatura dettagliata del verde, per capire esattamente cosa c’è sul territorio e in che condizioni si trova. Sono stati definiti criteri e priorità di intervento, per decidere dove intervenire prima, come gestire meglio le aree esistenti e dove è più utile investire in nuove piantumazioni. Il documento ha previsto, inoltre una valorizzazione dei benefici ambientali, rendendoli misurabili e quindi più utili anche per orientare le politiche future. Infine, grande attenzione è stata data alla comunicazione, alla formazione e al coinvolgimento, per far comprendere ai cittadini il valore del verde e per consentire la loro partecipazione al percorso.