L’Ospedale di Sassuolo è da sempre di più che un luogo di cura e assistenza. L’impegno è sempre stato accogliere le persone con professionalità e umanità. Sotto la ‘nostra’ divisa batte il cuore di chi si mette in gioco ogni giorno con competenza e sensibilità. Nel percorso che ha contraddistinto l’Ospedale anche l’arte ha avuto un ruolo importante. Per questo motivo, l’Ospedale ha deciso di promuove un nuovo progetto, dedicato interamente alla creatività dei propri operatori. “MANI CHE CURANO, MANI CHE CREANO” nasce infatti per offrire la possibilità di svelare un ‘volto’ nascosto di chi lavora in sanità. Di chi coltiva, al di fuori dell’ospedale, la passione per fotografia, pittura e scultura.
Tre volte l’anno, nel corridoio del primo piano che collega i reparti, l’ospedale di Sassuolo dedicherà un ampio spazio all’allestimento di opere creative realizzate direttamente dai sanitari. Il primo artista-medico esposto in ospedale è lo pneumologo Roberto Serini. Quadri astratti che, attraverso le forme e i colori, raccontano un percorso artistico personale di grande impatto emotivo.
“Per Roberto Serini l’arte rappresenta non un passatempo ma quasi un esigenza esistenziale, la necessità di esternare attraverso materiali utilizzati come colori acrilici, colle, sabbia, stucco e carta velina, il proprio pensiero e la propria sensibilità di chi è continuamente alla ricerca della bellezza” ha scritto Luca Bagnoli nella presentazione del progetto di cui ha attentamente curato l’allestimento e la selezione delle opere. “La sua è un Arte astratto-materica – prosegue Bagnoli, Responsabile della Logistica aziendale – va oltre la grande lezione americana di artisti come Mark Rothko o Franz Kline, arrivando a guardare all’area scandinava, espressione di uno stile semplice, pulito ed essenziale ma al contempo fatto di grande etica e sensibilità che ci invita a guardare oltre” (da qui, il titolo della retrospettiva).
Roberto Serini vive a Scandiano e lavora come Pneumologo in Ospedale a Sassuolo. La mostra rappresenta il lavoro di 6 anni iniziato con una ricerca introspettiva partita nel 2020.

