giovedì, 26 Febbraio 2026
ASCOLTA LINEA RADIO
8.7 C
Comune di Sassuolo
Home Regione Capitale Italiana della Cultura 2028, conclusa a Roma l’audizione pubblica di Forlì-Cesena

Capitale Italiana della Cultura 2028, conclusa a Roma l’audizione pubblica di Forlì-Cesena



“Il luogo della bellezza e il grande valore di una candidatura diffusa. L’audizione di oggi di Forlì-Cesena per il titolo di Capitale della Cultura ha restituito la forza di una grande alleanza. Abbiamo mostrato il caleidoscopio di un territorioche supera i confini amministrativi e punta a trasformare Forlì-Cesena in un’unica destinazione culturale che guarda al Paese e all’Europa”.

Con queste parole il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha sottolineato l’orgoglio di un’intera regione commentando l’audizione pubblica che si è svolta questo pomeriggio a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, dove è stato presentato il progetto di Forlì-Cesena.

Per un’ora – dalle ore 15.15 alle 16.15 – la delegazione romagnola, guidata dal presidente della Regione, Michele de Pascale, insieme all’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, al presidente della Provincia e sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, al sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, e  Gianfranco Brunelli, direttore dei Musei di San Domenico e presidente del comitato scientifico, ha presentato alla giuria di esperti il dossier “I sentieri della bellezza”, esito di oltre un anno di lavoro e di un ampio percorso partecipativo che ha coinvolto istituzioni, associazioni, operatori culturali e cittadini di tutto il territorio rispondendo alle domande degli esperti.

“Se riceveremo il titolo di Capitale della Cultura- ha sottolineato nell’appello finale il presidente de Pascale- lo onoreremo fino in fondo. Ma lo onoreremo anche se non dovessimo riceverlo. Perché il messaggio che mandiamo oggi è più grande del risultato finale. Candidarsi a Capitale europea e a Capitale italiana della cultura è già di per sé una sfida positiva, una prova di maturità e di visione che le città della nostra regione hanno affrontato con serietà e coraggio. Ciò che è stato costruito in questo percorso non andrà perduto: è un patrimonio che resta, un esercizio di progettazione, coesione e identità che non torna indietro”.

“C’è poi una ragione più profonda per cui pensiamo di meritare questo riconoscimento- ha proseguito de Pascale- Per noi la parola ‘capitale’ non significa comando. La nostra terra, la Romagna, porta nel nome l’eredità di Roma. Roma è stata capitale non perché dominava, ma perché ha trasformato i territori: ha portato diritto, infrastrutture, cultura, benessere. È questo il senso in cui vogliamo essere capitale: un punto di irradiazione di valori, opportunità, conoscenza. Il nostro dossier affonda le radici in decenni di impegno culturale delle città dell’Emilia-Romagna. Perché la cultura non è celebrazione acritica: è consapevolezza, è elaborazione, è crescita. Pensiamo solo al coraggio dei sindaci: dopo l’emergenza alluvione, il primo grande progetto proposto ai cittadini è stato proprio la candidatura a Capitale della Cultura. È stata una scelta che parla all’Italia intera. Per questo oggi chiediamo fiducia. Accompagnate gli italiani in questi sentieri straordinari. Dateci fiducia: non ve ne pentirete”.

A Roma, oltre ai sindaci di Forlì e di Cesena,erano presenti altri venti sindaci, sindache e amministratori comunali, i vescovi delle diocesi di Forlì e Cesena, la coordinatrice del progetto Francesca Bertoglio, del team di Panspeech e numerosi sostenitori. Sono intervenuti anche Francesca Di Fazio, direttrice Junior Ert, Emilia-Romagna Teatro, Carla Icardi per il percorso enogastronomico che ha in Pellegrino Artusi il fulcro, il prof. Alessandro Talamelli Coordinatore del progetto CICLoPE (Centre for International Cooperation in Long Pipe Experiments), con il tema del volo che ha dato il ‘la’ all’incursione finale della corale del Conservatorio Maderna-Lettimi di Cesena con una sofisticata versione della canzone ‘Volare’.

Il percorso

Il dossier presentato abbraccia quasi cinquanta Comuni, in un intreccio di storia, conoscenza, rigenerazione, crescita e sostenibilità che non ha eguali e unisce la costa, la pianura e l’appennino in una visione comune di sviluppo culturale e coesione sociale.

Tutti i luoghi saranno un palcoscenico di bellezza e di pensiero.

Le audizioni delle dieci finaliste, che si svolgono tra oggi e domani, rappresentano una tappa decisiva del percorso di selezione: ogni città ha l’opportunità di illustrare la propria visione strategica e di rispondere alle domande dei giurati.

L’annuncio ufficiale è previsto entro il 27 marzo 2026. Alla città che otterrà il titolo sarà assegnato un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione dei progetti contenuti nel dossier.

La candidatura di Forlì- Cesena è entrata ufficialmente nella rosa delle dieci finaliste lo scorso 20 gennaio con il progetto “I sentieri della bellezza”, presentato il 25 settembre 2025. Si tratta di un articolato percorso di coprogettazione fatto di plenarie pubbliche, laboratori tematici e centinaia di incontri bilaterali con istituzioni, università, scuole, fondazioni e imprese.