Nella giornata del 31 marzo scorso, la Polizia di Stato di Bologna ha eseguito un fermo di polizia giudiziaria nei confronti di un giovane di origine tunisina, classe 2007, gravemente indiziato di essere coinvolto in due rapine pluriaggravate avvenute nei giorni scorsi in centro. L’operazione è stata condotta dagli Agenti della Squadra Mobile che hanno rintracciato il sospettato in via dei Mille nel primo pomeriggio, trasferendolo poi negli uffici della Questura per gli accertamenti di rito.
Le indagini collegano il giovane a due distinti episodi di violenza e rapina avvenuti tra il 19 e il 22 marzo, entrambi in aree molto frequentate della città.
Il primo episodio risale alla notte del 19 marzo, nei pressi di via Santo Stefano, dove un uomo di 56 anni ha denunciato di essere stato avvicinato da tre giovani che, dopo un iniziale approccio apparentemente amichevole, lo avrebbero circondato e aggredito. Secondo il racconto della vittima, i tre lo avrebbero strattonato con violenza, cercando oggetti di valore e costringendolo, infine, a consegnare un portamonete.
Il secondo episodio si è verificato nella notte del 22 marzo in via Zamboni, in zona universitaria, ai danni di tre ragazzi italiani da parte di un gruppo di nordafricani. In quella circostanza, peraltro già nota, un altro tunisino del 2007 aveva strappato la collana d’oro dal collo di una delle vittime (questo veniva individuato poco dopo e arrestato dalla Squadra Mobile). Alla reazione della vittima, è scattata una violenta aggressione di gruppo dove più persone hanno colpito il giovane con pugni e calci per diversi minuti. Anche gli amici intervenuti in sua difesa sono stati a loro volta aggrediti. L’attività investigativa della Squadra Mobile ha permesso di individuare un ulteriore membro del gruppo, nello specifico l’autore delle condotte più violente che ha colpito più volte con calci e pugni le vittime.
Le indagini hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti sufficienti per procedere al fermo del sospettato, individuato anche grazie alle descrizioni fornite dalle vittime e ai sistemi di videosorveglianza presenti. Gli inquirenti stanno ora lavorando per chiarire eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti nei due episodi.
Si precisa che si stia procedendo nei confronti di persone sottoposte ad indagine con presunzione di innocenza.

