Resta alta l’attenzione della Polizia di Stato su via Amendola dove, nel pomeriggio di ieri, sono stati arrestati altri due soggetti, rispettivamente di origine nigeriana e tunisina, dopo un’attenta attività di osservazione e appostamento da parte della Squadra Mobile.
Il primo arresto è scaturito da alcune segnalazioni pervenute dai residenti e dai titolari delle attività commerciali di via Amendola e hanno condotto all’individuazione di un cittadino di origine nigeriana, classe 1986, già noto alle Forze dell’Ordine, che si spostava più volte lungo la predetta via a bordo di un monopattino elettrico, cambiando spesso direzione e interagendo con diverse persone.
Dopo aver assistito ad uno scambio sospetto tra il soggetto ed un uomo marocchino, gli Operatori si sono divisi: alcuni hanno seguito l’acquirente in via Milazzo, mentre il resto del personale ha continuato a monitorare i movimenti dello spacciatore. L’acquirente, una volta fermato e trovato in possesso di un involucro di crack, ha tentato di eludere l’identificazione simulando un malore e fingendo di aver perso i sensi; la situazione ha reso necessario l’intervento del personale sanitario, dinanzi al quale, nonostante i parametri vitali fossero nella norma, l’uomo continuava a simulare uno stato di incoscienza.
Contestualmente, gli Agenti hanno bloccato il pusher nigeriano, trovato in possesso di 165 euro in contanti e di un involucro contenente 1 grammo di cocaina, procedendo quindi al suo arresto. Quest’ultimo è un soggetto arrestato già lo scorso 3 marzo, sempre per spaccio di sostanze stupefacenti.
Il secondo arresto è stato effettuato dagli Agenti della Squadra Mobile nei pressi di un bar sito all’angolo tra via Amendola e via Milazzo. In questa circostanza, i poliziotti hanno individuato e tratto in arresto un cittadino di origine tunisina, classe 2004, in esecuzione di un provvedimento di carcerazione disposto dall’Autorità Giudiziaria nei suoi confronti della durata di 1 anno e 5 mesi di reclusione. Al termine delle attività di identificazione, il soggetto, con precedenti per reati contro il patrimonio, è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Rocco D’Amato”.

