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Reggio Emilia, gli autisti bocciano la tassa sulla stanchezza

Fit Cisl: “ora Seta si fermi o andremo in procura”



“L’editto bulgaro dell’amministratore delegato di Seta è bocciato dalla voce libera degli autisti. Nella nostra provincia è arrivata una valanga: il 74% degli aventi diritto ha votato, il 95% ha detto no alla tassa sulla stanchezza, che depreda il premio degli autisti in caso di incidente. Questa non è una vittoria della Fit Cisl: è una vittoria della democrazia sindacale e dei lavoratori”.

Così Gaetano Capozza, segretario di Fit Cisl Reggio Emilia, commenta l’esito del referendum che ha chiamato gli autisti Seta di Reggio, Modena e Piacenza a pronunciarsi sul “meccanismo punitivo che porta via il 40% del premio con un solo incidente del valore di 1 euro, l’80% con due sinistri. È uno degli accordi più pericolosi della storia di questa azienda, che si cerca di imporre con una fortissima pressione. Ora i lavoratori hanno parlato, lo tsunami è qui. Grazie agli autisti per il loro coraggio e al sindacato Orsa, l’unico ad aver combattuto con noi questa battaglia”.

I NUMERI

Nelle tre province, l’affluenza è stata del 51% e il no ha trionfato col 96%. Il referendum era stato lanciato contro l’accordo del 12 febbraio dalla Fit Cisl, unica forza sindacale che non ha firmato. Seta ha cercato di ostacolare il voto, negando spazi e usando “toni intimidatori” contro il sindacato. “La situazione è stata surreale: l’azienda si muoveva in modo antisindacale, rimediando una prima diffida; gli altri sindacati prima hanno ironizzato, poi capito l’onda di piena e infine sono venuti ai seggi per controllare e scoraggiare chi votava”.

Aldo Cosenza

SETA ALTERA LE REGOLE DEL GIOCO

La vittoria del no ha prodotto un terremoto dentro Seta. “Con la mancanza di trasparenza denunciata più volte dalla Magistratura contabile, il 16 aprile è andato in scena l’ultimo, imbarazzante, atto – racconta Aldo Cosenza, leader Fit Cisl Emilia-Romagna –: è stato firmato un verbale con la scusa di ritocchi all’accordo 2024-2026 sul premio di risultato, per far scattare l’effetto ‘ti piace vincere facile’. Temendo una bocciatura anche al referendum del 5 maggio, sono state alterate le regole del gioco per chiamare a votare non solo gli autisti ma anche impiegati, meccanici e custodi”.

COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

Il sindacalista rileva che “quell’accordo del 2024-2026, tuttora vigente, portava anche la firma di Fit Cisl. Il nostro sindacato è stato artatamente estromesso dall’incontro del 16 aprile, la sua sigla è stata cancellata e ora si punta al referendum farsa. Un fatto gravissimo e scandaloso”. Ecco perché il 21 aprile è arrivata la seconda diffida a Seta: o questa vergogna si ferma, o scatterà la denuncia per comportamento antisindacale.

COSÌ FUGGONO GLI AUTISTI

“Lo dico con forza agli altri sindacati: il nostro compito è difendere i diritti di chi lavora, non mettergli le mani in tasca – ammonisce Cosenza –. Chiamare al voto chi non c’entra nulla significa voler spremere gli autisti per far quadrare i conti dell’azienda. Così si favorisce solo la fuga di chi guida gli autobus, peraltro già molto evidente”.

La Fit Cisl Emilia-Romagna chiede ai soci pubblici di Seta di prendere posizione: “Non è economico né indice di buona gestione perdere autisti e preziose competenze acquisite con tanta fatica. Tutelate la vostra azienda e riportatela nell’alveo della responsabilità pubblica. Intanto noi ci muoveremo in tutte le sedi e non escludiamo un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti sulla condotta dei vertici di Seta”.