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Incendi boschivi, la Regione aggiorna il Piano 2022-2026 e rafforza la prevenzione in Appennino



Cambiano le condizioni climatiche e con esse cambia anche il rischio incendi. Temperature più alte, periodi di siccità sempre più lunghi e una minore frequenza delle piogge stanno rendendo il territorio più vulnerabile, soprattutto in collina e in montagna, dove si concentrano aree boscate estese e contesti più difficili da presidiare.

È in questo quadro che la Regione Emilia-Romagna interviene rafforzando le politiche di prevenzione: da un lato con l’aggiornamento del Piano antincendi boschivi, dall’altro con nuovi investimenti mirati nelle aree interne, per quasi 3,5 milioni di euro destinati a finanziare interventi in 60 Comuni dell’Appennino.

L’aggiornamento 2026 del Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi ha l’obiettivo di rafforzare il sistema di prevenzione e la capacità di risposta del territorio, rendendo più efficace il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti e più tempestivo l’intervento in caso di emergenza. Il Piano, valido fino al 2027, consolida il modello organizzativo regionale basato sull’integrazione tra monitoraggio del rischio, prevenzione e lotta attiva, e prevede un aggiornamento degli strumenti operativi e delle procedure di intervento. In particolare, rafforza il sistema di controllo del territorio, l’aggiornamento delle banche dati e del catasto delle aree percorse dal fuoco e l’individuazione delle aree e dei periodi a maggior rischio, nei quali vengono attivate specifiche misure di prevenzione, divieti e sanzioni. Viene inoltre rafforzata l’attenzione alle zone di interfaccia, che interessano le aree a contatto tra bosco e centri abitati, e al coinvolgimento delle comunità locali nelle attività di prevenzione.

Parallelamente, sul piano operativo, la Regione mette a disposizione 3,46 milioni di euro di risorse Snai – Strategia nazionale per le aree interne destinate a Alta Val Trebbia e Val Tidone (oltre 1,04 milioni di euro), Appennino Bolognese (circa 709mila euro), Appennino Forlivese-Cesenate (circa 709mila euro), Appennino Modenese (quasi 565mila euro) e Appennino Parma Est (circa 441mila euro), per rafforzare le politiche di prevenzione degli incendi boschivi nelle aree interne. Tra gli interventi finanziati, nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne (Snai), manutenzione dei boschi, realizzazione di infrastrutture per facilitare gli interventi di spegnimento e miglioramento dell’accessibilità delle aree più isolate.

Le risorse sono ripartite sulla base dell’indice comunale di rischio incendio boschivo medio, costruito considerando una serie di parametri, tra cui frequenza degli incendi, caratteristiche del patrimonio forestale e rapporto tra superfici boscate e aree percorse dal fuoco. I finanziamenti interesseranno complessivamente 60 Comuni distribuiti lungo l’Appennino emiliano-romagnolo, dalle province di Piacenza e Parma fino alla Romagna, includendo territori caratterizzati da fragilità strutturali ma anche da un elevato valore ambientale e paesaggistico.

“Il cambiamento climatico sta rendendo il territorio sempre più esposto al rischio incendi, soprattutto lungo l’Appennino, dove temperature più alte e periodi di siccità più lunghi aumentano la vulnerabilità dei boschi e rendono più complesso intervenire- sottolineano la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, e gli assessori regionali Gessica Allegni (Parchi e Forestazione) e Davide Baruffi (Montagna e Aree interne)-. Per questo abbiamo deciso di rafforzare le politiche di prevenzione, aggiornando il Piano regionale e intervenendo in modo mirato nei territori più esposti, potenziando in modo concreto le attività nelle aree interne della programmazione 2021-27 che non avevano ancora avuto accesso alle risorse statali per questa tipologia di interventi. L’obiettivo è rendere più efficace il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti e aumentare la capacità operativa, sia nella gestione del rischio sia nell’intervento. Le azioni che mettiamo in campo servono a migliorare l’accessibilità, sostenere la gestione attiva del bosco e rafforzare le infrastrutture per lo spegnimento, così da intervenire più rapidamente quando si sviluppa un incendio. Questo significa proteggere le comunità che vivono in questi territori, spesso più isolati e difficili da raggiungere, e mettere in sicurezza abitazioni, attività economiche e infrastrutture. Non è solo una questione ambientale: è una scelta precisa di sicurezza del territorio e di presidio pubblico nelle aree più fragili”.

L’aggiornamento del Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi

L’aggiornamento del Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, valido fino al 2027, rafforza il modello organizzativo del sistema antincendi regionale, basato sull’integrazione tra previsione del rischio, prevenzione e capacità di intervento.

Il Piano consolida il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti – Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali, Arpae, enti locali e volontariato – e introduce aggiornamenti operativi per rendere più tempestiva ed efficace la risposta agli incendi, in particolare nelle aree più esposte del territorio regionale.

Tra gli elementi centrali, il monitoraggio continuo del territorio, l’aggiornamento delle banche dati e del catasto delle aree percorse dal fuoco e l’individuazione delle aree e dei periodi a maggior rischio, nei quali vengono attivate specifiche misure di prevenzione, divieti e sanzioni.

Viene inoltre rafforzata l’integrazione tra attività di prevenzione e pianificazione territoriale, con una maggiore attenzione alle zone di interfaccia – quelle che interessano aree a contatto tra bosco e centri abitati – e, parallelamente, si potenzia il coinvolgimento delle comunità locali, degli operatori e del sistema agricolo, in un’ottica di gestione attiva e continua del bosco.

Il Piano conferma, infine, il ruolo centrale della formazione e dell’organizzazione del volontariato di Protezione civile, insieme al potenziamento degli strumenti operativi e delle procedure di intervento, con l’obiettivo di rendere più efficace l’intero sistema regionale di risposta agli incendi boschivi.

Le risorse per le aree interne

Gli interventi interesseranno complessivamente 60 Comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo e consentiranno di attivare una pluralità di interventi mirati alla prevenzione e al contrasto degli incendi boschivi: dalla realizzazione e manutenzione della viabilità forestale alle opere di supporto alle attività di spegnimento, come vasche di approvvigionamento idrico e aree di atterraggio per i mezzi di soccorso, fino alla creazione di tracciati spartifuoco e alle attività di pulizia e gestione delle aree boschive e periurbane.

In provincia di Piacenza, nell’area dell’Alta Val Trebbia e Val Tidone, sono coinvolti i Comuni di Alta Val Tidone, Bobbio, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Ottone, Piozzano, Travo e Zerba.

In provincia di Parma, nell’Appennino Parma Est, i Comuni interessati sono Berceto, Calestano, Corniglio, Langhirano, Lesignano de’ Bagni, Monchio delle Corti, Neviano degli Arduini, Palanzano e Tizzano Val Parma.

In provincia di Modena, nell’Appennino modenese, rientrano Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Guiglia, Lama Mocogno, Marano sul Panaro, Montecreto, Montefiorino, Montese, Palagano, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Prignano sulla Secchia, Riolunato, Serramazzoni, Sestola e Zocca.

In provincia di Bologna, nell’Appennino bolognese, sono coinvolti Alto Reno Terme, Camugnano, Castel d’Aiano, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Grizzana Morandi, Lizzano in Belvedere, Loiano, Marzabotto, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Vergato.

Infine, in provincia di Forlì-Cesena, nell’Appennino forlivese e cesenate, i Comuni interessati sono Bagno di Romagna, Civitella di Romagna, Galeata, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Tredozio e Verghereto.