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Nei nidi di Modena “sentire l’inglese” per educare alla pluralità



Dalle canzoni accompagnate dalla chitarra alle letture in lingua, dagli “English corner” costruiti nelle sezioni fino ai rituali quotidiani che aiutano bambini e bambine ad associare parole, gesti e immagini. Anche le esperienze dei servizi educativi del Comune di Modena sono state protagoniste del convegno regionale conclusivo del progetto “Sentire l’inglese nella fascia d’età 0/3 anni”, svoltosi venerdì 8 maggio al Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna.

L’iniziativa ha rappresentato il momento finale di restituzione di un percorso di ricerca, formazione e sperimentazione promosso dalla Regione Emilia-Romagna, con il supporto scientifico dell’Università di Bologna, che negli ultimi anni ha coinvolto numerosi servizi educativi del territorio regionale con l’obiettivo di avvicinare bambine e bambini alla sonorità della lingua inglese attraverso esperienze naturali, relazionali e immersive.

“Queste esperienze confermano ancora una volta la capacità del sistema educativo modenese di essere laboratorio di innovazione pedagogica e di dialogare con percorsi di ricerca e sperimentazione di livello regionale e internazionale – sottolinea l’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli –. L’obiettivo non è insegnare precocemente una lingua, ma creare ambienti educativi ricchi di stimoli, relazioni e pluralità culturale, valorizzando curiosità, ascolto e apertura verso l’altro fin dai primi anni di vita”.

Tra le esperienze modenesi presentate, quella del nido Vaciglio, tra i primi servizi del Comune ad aderire al progetto già dal 2021. Nel corso della tavola rotonda dedicata agli sviluppi e alle prospettive del progetto, l’educatrice Chiara Liuzzi ha raccontato un percorso costruito attraverso attività quotidiane in lingua inglese, introdotte da rituali riconoscibili dai bambini e accompagnate inizialmente dal suono della chitarra, strumento già familiare all’interno del nido. L’esperienza, sviluppata a partire da momenti di routine come la colazione, ha consentito ai bambini di familiarizzare progressivamente con suoni, parole e brevi sequenze linguistiche, grazie all’associazione costante tra voce, gesto, musica e immagini.

Nel tempo i bambini hanno mostrato capacità di comprensione sempre più articolate, arrivando a riconoscere parole, colori, numeri e semplici frasi, anche attraverso l’utilizzo di albi illustrati, canzoni e attività motorie. Un approccio che, come evidenziato nel corso dell’incontro, ha favorito il coinvolgimento di tutti i bambini, compresi quelli con vulnerabilità, e che si è progressivamente esteso anche alle famiglie, con bambini capaci di riportare a casa parole, canzoni ed esperienze vissute al nido.

Nel pomeriggio il convegno ha visto protagonista anche il nido Benedetto Marcello, coinvolto nella sperimentazione dal 2022, che ha presentato pannelli e documentazioni all’interno della sezione dedicata ai poster dei servizi 0-6. Al centro dell’esperienza, la costruzione di ambienti sonori plurali in cui l’inglese si affianca all’italiano come opportunità di ascolto, relazione e scoperta. In ogni sezione sono stati allestiti spazi dedicati alle letture in lingua – gli “English corner” o “English box” – con libri, oggetti e materiali evocativi accessibili ai bambini sia in autonomia sia con la mediazione dell’adulto.

Le educatrici hanno progressivamente introdotto parole e brevi frasi nella quotidianità del nido, accompagnando sempre il linguaggio verbale con gesti, espressioni e relazione. Le letture, le filastrocche e le canzoni in inglese sono così entrate nei momenti di routine – dal cambio al pranzo fino all’addormentamento – trasformando la lingua in una presenza familiare e diffusa all’interno della giornata educativa. Con il tempo, i bambini hanno iniziato spontaneamente a riconoscere storie, ripetere parole e intonazioni, chiedendo anche di “leggere” loro stessi i libri al gruppo.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al coinvolgimento delle famiglie, attraverso incontri specifici, momenti di restituzione e iniziative condivise come “Io leggo perché” e “Modena Legge”, che hanno permesso di valorizzare non solo la lingua inglese ma anche il patrimonio linguistico e culturale delle famiglie stesse.

Tra le esperienze modenesi presentate al convegno anche quella del nido integrato Melograno, illustrata dalla pedagogista Enrica Benincasa, a testimonianza di un lavoro diffuso che coinvolge progressivamente diversi servizi del sistema educativo cittadino.