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26°Emilia Romagna Festival: 57 concerti, oltre 600 artisti e una visione musicale senza confini



56 concerti e un’anteprima speciale —, oltre 600 artisti e un itinerario musicale che per tutta l’estate attraverserà rocche, abbazie, chiostri e giardini storici dell’Emilia-Romagna: dal 1° luglio al 12 settembre 2026 Emilia Romagna Festival celebra la sua 26° edizione con un cartellone che viaggia tra generi, epoche e geografie diverse. Dalla musica barocca al jazz contemporaneo, dal tango argentino alla tradizione celtica, dalle grandi colonne sonore alle prime esecuzioni assolute, il festival costruisce un racconto musicale plurale e senza confini, capace di tenere insieme grandi interpreti internazionali e giovani talenti emergenti in una visione artistica riconoscibile e profondamente radicata nel territorio.

A tenere insieme questo percorso è l’idea che da anni definisce l’identità di Emilia Romagna Festival: classico è contemporaneo. “Non uno slogan, ma il principio che guida ogni scelta artistica e costruisce connessioni tra repertori, epoche e linguaggi apparentemente lontani” afferma il direttore artistico Massimo Mercelli:  “In questa prospettiva Bach non è materia da museo, ma un linguaggio ancora vivo, aperto alla reinterpretazione; Piazzolla entra nel programma non come citazione folklorica, ma come una delle grandi scritture musicali del Novecento; le colonne sonore di Morricone dialogano naturalmente con la grande musica del Novecento europeo, così come la tradizione convive con la sperimentazione e con le nuove commissioni. È dentro questa visione che Emilia Romagna Festival continua anche a investire sui giovani interpreti, considerandoli parte integrante del presente musicale più che promessa futura: artisti già capaci di abitare i grandi repertori e di portarli verso nuovi pubblici e nuovi contesti.”

Ad aprire il festival, il 1° luglio, sarà un concerto pensato per uno dei luoghi più simbolici della storia musicale europea: l’Abbazia di Pomposa, che nel 2026 celebra i mille anni dalla consacrazione. Proprio qui il monaco benedettino Guido d’Arezzo pose le basi del moderno sistema di notazione musicale occidentale, e proprio qui Emilia Romagna Festival inaugurerà la nuova edizione con i Carmina Burana di Carl Orff, eseguiti nella versione originale per due pianoforti, percussioni e voci dalle pianiste Natasha Sidorenko e Alexandra Pavlova insieme ai percussionisti dell’Orchestra Lorenzo da Ponte e al coro della Venice Monteverdi Academy diretti da Ernest Hoetzl. La chiusura, il 12 settembre al Teatro Stignani di Imola, sarà invece affidata a Bach Dance Concert – Indoor, una nuova produzione pensata da Emilia Romagna Festival e proposta a Roberto Zappalà: un incontro tra la musica di Johann Sebastian Bach, interpretata da Ramin Bahrami, e la ricerca coreografica della Compagnia Zappalà Danza, in un dialogo tra suono e movimento che restituisce Bach come materia viva, contemporanea e attraversabile da linguaggi diversi.

Tra gli ospiti più attesi del cartellone 2026, figurano il soprano polacco Angelika Rzewuska insieme all’organista Mateusz Rzewuski e al flautista Giorgio Matteoli; i Cameristi della Scala con Massimo Mercelli flauto solista; il violinista Riccardo Zamuner con il Quintetto de I Virtuosi della Cappella di San Severo con un omaggio alle Quattro Stagioni di Vivaldi in occasione dell’inaugurazione della mostra di Wolfango dedicata proprio al tema delle stagioni; i giovani professionisti della Toscanini Academy; la compagine cinese della Wuxi Symphony Orchestra diretta da Daye Lin con il tenore Xue Haoyin e il virtuoso della suona Zhang Qianyuan, con una prima esecuzione italiana; e il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, tra le formazioni cameristiche di ottoni più apprezzate della scena europea.

Accanto alla musica classica, il festival dedica anche quest’anno ampio spazio al jazz e ai linguaggi di confine. Spiccano il progetto Under 29 But Me di Rita Marcotulli con i nuovi talenti della scena italiana e gli omaggi ai grandi maestri, dai Saxofollia che dedicano tutto un appuntamento a Miles Davis e John Coltrane al tributo a Eddy Louiss con Carlo De Wijs, Barend Middelhoff e Alessandro Minetto. Il cartellone si apre alla canzone d’autore e alla world music con protagonisti come Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Sergio Cammariere, fino ai grandi ritorni di Elio e Noa, artisti storicamente legati a ERF. Completano il quadro le esplorazioni nella musica per il cinema e le suggestioni della musica tradizionale irlandese e celtica con più appuntamenti che ne esplorano le declinazioni diverse, tra cui quello con i Birkin Tree, riconosciuti come la più importante formazione di musica irlandese in Italia.

Una particolare attenzione continua, infine, a essere riservata alle nuove generazioni di interpreti, da sempre parte integrante della visione artistica del festival. In questo contesto si inserisce il Premio alla Carriera ERF 2026 assegnato a Ettore Pagano,violoncellista romano classe 2003, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior solista dell’anno e dell’ICMA Classeek Award, protagonista a ERF insieme alla Münchner Kammerphilharmonie Dacapo. Una scelta che incarna esattamente ciò che il festival cerca di raccontare, che la musica classica non appartiene al passato, ma è materia viva, capace di parlare a chiunque, oggi. Accanto a lui, il cartellone 2026 dà spazio ad altri giovani protagonisti tra cui quelli che si sono distinti nei più autorevoli concorsi internazionali di musica da camera, dalla pianista Karina Tseng, vincitrice del Primo Premio Assoluto del XIII Concorso Internazionale Pianistico “Andrea Baldi” 2025, al Katarina String Quartet, quartetto in residence del festival e vincitore del Fischoff National Chamber Music Competition 2025, con cui Emilia Romagna Festival rinnova una collaborazione ormai quasi trentennale nella valorizzazione dei nuovi talenti, fino al Trio Chimera, vincitore del Concorso Nazionale “Alberto Burri” 2025.

Anche quest’anno i luoghi saranno parte integrante del progetto artistico di Emilia Romagna Festival, non semplici cornici ma spazi capaci di dialogare con la musica e con l’identità del territorio. Il cartellone attraverserà abbazie millenarie, rocche, musei, chiostri, parchi e luoghi inconsueti, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire prospettive e paesaggi spesso poco accessibili. Dalla millenaria Abbazia di Pomposa a Codigoro all’Abbazia di San Mercuriale di Forlì, dal Museo Carlo Zauli di Faenza — che nel 2026 celebra il centenario della nascita dell’omonimo artista faentino — al Museo Internazionale delle Ceramiche sempre a Faenza, dalla Rocca di Riolo alla Chiesa di San Lorenzo in Varignana, fino alla Piazzetta Trepponti a Comacchio, al Parco delle Terme di Castel San Pietro e alla Business Lounge dell’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna: un itinerario che conferma il legame profondo del festival con il patrimonio storico, artistico e paesaggistico dell’Emilia-Romagna.

L’immagine del manifesto del 26°Emilia Romagna Festival, quest’anno, è l’esito della prima edizione del Concorso di Illustrazione organizzato da ERF con l’obiettivo di affiancare alla musica un linguaggio visivo capace di parlare alle nuove generazioni, valorizzando il talento dei giovani artisti e portando uno sguardo fresco sull’identità del festival. Tra le 36 proposte pervenute, la giuria ha scelto come vincitrice Costanza Lettieri: le sue illustrazioni sono le immagini ufficiali di ERF Summer 2026 e delle stagioni concertistiche ERF Winter 2026/27.

 

ANTEPRIMA – Ad anticipare l’inizio di Emilia Romagna Festival sarà, il 29 giugno (ore 21.00), un concerto nel Giardino Storico del Palazzo Vescovile di Imola, spazio di raccoglimento tra alberi secolari e architetture cariche di memoria, che inaugura la mini rassegna Giovani talenti – Serate di musica nel verde, dedicata alle nuove generazioni di interpreti. Protagonista della serata sarà la giovane arpista e compositrice reggiana Agatha Bocedi, classe 2000, già premiata nei principali concorsi internazionali dedicati allo strumento, con un programma che esplora le possibilità espressive dell’arpa tra repertorio storico e scrittura contemporanea, con tre composizioni originali della stessa Bocedi.