
Nonostante ciò, l’indagato avrebbe reiterato tali condotte, inviando alla vittima numerose email e messaggi, anche tramite un profilo falso, caratterizzati da contenuti fortemente minatori e diffamatori. Inoltre, l‘uomo avrebbe indirizzato molteplici comunicazioni PEC alla donna, contenenti insinuazioni lesive sia della sua persona che della sua attività professionale. Questi messaggi sarebbero stati inviati anche ad altri soggetti, tra cui l’Ordine degli Avvocati, le Forze dell’Ordine e l’Autorità Giudiziaria.
Le attività investigative condotte dalla Squadra Mobile hanno permesso di documentare il carattere persecutorio ed opprimente delle condotte dell’indagato. Tali atteggiamenti avrebbero generato nella vittima un profondo senso di insicurezza per la propria incolumità, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita. Alla luce di queste evidenze, il GIP ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’uomo. Durante l’esecuzione del provvedimento presso il domicilio del sospettato, con il supporto della Sezione per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato, è stato inoltre dato corso a un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica. Tale operazione ha portato al sequestro di diversi dispositivi informatici utilizzati dall’indagato.

