Si è tenuta oggi a Milano Marittima l’assemblea della Federazione Europea dei Produttori di Piastrelle di Ceramica (CET – Ceramic European Tile), un appuntamento annuale che riunisce le imprese del comparto europeo della ceramica.
Molti imprenditori delle filiera ceramica erano presenti anche al seminario scientifico “European Ceramics and the Challenges of Global Competition”, organizzato da Confindustria Ceramica a margine dell’assemblea insieme con SACMI, principale produttore italiano di macchine e impianti per la ceramica e player internazionale di primo piano, anch’esso radicato nel territorio emiliano-romagnolo.
Erano presenti anche Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, e Vincenzo Colla, Assessore regionale allo Sviluppo Economico, che hanno curato le conclusioni dei lavori, confermando con la loro presenza il riconoscimento istituzionale di un settore che rappresenta una colonna portante del sistema produttivo emiliano-romagnolo e del Made in Italy nel mondo.
Il seminario ha approfondito le due grandi sfide che il comparto europeo – e italiano in particolare – si trova ad affrontare in questa fase cruciale.
Il primo panel “The dual challenge from the East” ha esaminato l’avanzata della produzione ceramica cinese sui mercati internazionali. Negli ultimi anni la Cina ha impiantato enormi capacità produttive in numerosi paesi del mondo, con l’obiettivo di consolidare la propria presenza commerciale su scala globale. Questo fenomeno rappresenta una minaccia diretta per i produttori europei, poiché tali capacità potrebbero progressivamente ambire al mercato europeo.
L’analisi presentata nel seminario ha evidenziato come gli attuali meccanismi di dazi e protezione tariffaria risultino strutturalmente inadeguati a fronteggiare questa dinamica competitiva. Le politiche di difesa commerciale oggi in vigore non sono calibrate sulla velocità e sulla capillarità con cui si stanno espandendo le produzioni ceramiche di riferimento cinese nel mondo. Il panel ha pertanto sollecitato un aggiornamento profondo degli strumenti di protezione commerciale a livello europeo, per contrastare la concorrenza sleale e il crescente dumping ambientale e sociale di queste produzioni.
Il secondo panel “Real Opportunities for Decarbonization of the Ceramic Industry” ha affrontato la sfida della decarbonizzazione di un processo produttivo intrinsecamente energivoro e classificato come Hard-to-Abate. SACMI ha illustrato le soluzioni tecnologiche attualmente disponibili e quelle in via di sviluppo, che potranno portare a una progressiva riduzione delle emissioni di CO2 collegate alle fasi produttive del processo ceramico.
È stato documentato come il raggiungimento di questi obiettivi sia però subordinato ad alcune condizioni imprescindibili: nei prossimi anni dovranno rendersi disponibili in quantità adeguata i vettori energetici decarbonizzati – a partire dal biometano – e una fornitura sufficiente di energia elettrica da fonti rinnovabili. In una fase iniziale, sarà inoltre necessario livellare gli extra-costi operativi che oggi penalizzano le soluzioni tecnologiche a basse emissioni rispetto ai processi tradizionali, attraverso meccanismi di supporto pubblico adeguati.
“La ceramica europea è pronta a fare la sua parte nel percorso verso la neutralità climatica – ha affermato Augusto Ciarrocchi – presidente di Confindustria Ceramica – ma questo impegno richiede una profonda revisione del sistema ETS in un quadro di politica industriale e di politica energetica coerente e stabile, che non lasci soli i produttori nell’affrontare costi di transizione che nessun competitor extraeuropeo è chiamato oggi a sostenere”.
L’assemblea CET 2025 si è confermata come un momento di riferimento per il confronto strategico a livello europeo sul futuro dell’industria ceramica. La presenza delle istituzioni regionali emiliano-romagnole ha rafforzato il messaggio che questo comparto – che conta migliaia di posti di lavoro qualificati e un export di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo – merita attenzione e sostegno concreto nelle sedi in cui si decidono le politiche industriali, commerciali ed energetiche del futuro.


