
Fra i 63 indagati – professionisti e dirigenti pubblici – vi è anche l’ex direttore generale dell’ospedale, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, riciclaggio.
Due i settori di attività pubblica in cui si concentrava il sistema: appalti con grandi gruppi imprenditoriali del ramo edile e servizi, consorzi di imprese aggiudicatari di commesse anche pluriennali ed anche di ingente valore per conto del Policlinico di Modena, nonché imprese designate per l’esecuzione delle opere appaltate; e appalti di forniture e servizi più specificamente attinenti alle attività di assistenza della struttura ospedaliera e, quindi, a contratti intercorsi con soggetti privati operanti nel settore biomedicale.
Gli esborsi delle imprese private corruttrici passavano attraverso accrediti su conti correnti che facevano capo a enti in vario modo collegati ad alcuni dei principali indagati e avevano come oggetto sociale l’organizzazione di servizi per la divulgazione e promozione scientifica. Le rimesse di denaro si giustificavano apparentemente comecorrispettivi per l’organizzazione di convegni o per sponsorizzazione ad enti no profit o provider in servizi strumentali ad attività scientifiche e di ricerca. Le indagini hanno anche scoperto un sistema di riciclaggio dei proventi illeciti attraverso la collusione di enti e società. In tale contesto, infatti, operavano tre società – oggetto di provvedimento di perquisizione – che sarebbero riconducibili ai principali indagati.

