A Bologna, un accordo tra Lamborghini, Ducati e Cgil, Cisl e Uil aprirà le porte delle fabbriche a 48 studenti privi di diploma



    ducati_stab48 studenti, tutti privi del diploma di scuola secondaria di secondo grado, non frequentanti alcun corso di istruzione, con  qualifica di operatore meccanico, di sistemi o di autoriparatore, si divideranno tra un periodo di apprendistato nelle fabbriche Ducati e Lamborghini e uno prettamente scolastico all’istituto Belluzzi Fioravanti e l’Aldini Valeriani di Bologna. Il corso sarà biennale e consentirà loro, dopo il diploma, sia di entrare nel mondo del lavoro sia di proseguire gli studi a livello universitario.

    La fase ‘pratica’ in azienda, però, non si svolgerà in ambiente produttivo, ma in attività prototipali o laboratoriali nei centri di formazione di Ducati e Lamborghini. In Italia sono rari gli esempi di apprendistato in azienda già a livello scolastico e l’esperimento di Ducati e Lamborghini potrebbe aprire una nuova strada nel percorso scolastico italiano, ampliando le possibilità di assunzione dopo il diploma.

    “In un paese dove tutto sembra peggiorare, dove tutti si concentrano su come togliere diritti peggiorando così la situazione del nostro Paese – dichiara Bruno Papignani, Segretario Generale Fiom Emilia Romagna –
    l’accordo per la formazione duale alla Ducati Motor e alla Lamborghini è un modo per sperimentare soluzioni ai problemi occupazionali e professionalità in grado di rendere migliore la capacità competitiva delle nostre aziende e migliori le possibilità per i lavoratori di attrezzarsi rispetto alla necessità richieste dalle Imprese.

    Col tempo questi accordi potranno essere corretti e migliorati, tuttavia danno il senso di concentrarsi e risolvere i problemi uscendo dal torpore, come già hanno fatto altri accordi che la Fiom ha sottoscritto in questi giorni. Credo che alla crisi economica si accompagni ad una spaventosa crisi di idee e questo è un problema per la nostra Regione e per il nostro Paese. Quello che abbiamo realizzato è un piccolo contributo che però indica l’approccio che dobbiamo avere rispetto ai problemi. Dobbiamo sapere che nel nostro Paese ci sono sempre meno cose da difendere perché le hanno spazzate via quasi tutte, spesso approfittando della crisi che ha messo in difficoltà i Lavoratori. Oggi c’è bisogno più che difendersi di andare all’attacco a sostegno di proposte innovative, c’è bisogno di riprogettare il Paese sulle diverse problematiche.

    Noi agiamo, il nostro contributo non può andare oltre il livello che rappresentiamo, pensiamo tuttavia di avere fatto una cosa utile, che non riguarda solo le due aziende ma ha delle ricadute sul territorio. Lo considero un accordo importante. Come tutti gli accordi innovativi è soggetto a verifiche e anche a critiche, se questo serve a trovare soluzioni più estese e migliori ben vengono. Anche questo è negli intenti di questo accordo. Adesso sta agli istituti scolastici e alle istituzioni preposte dare lo stesso segnale di forza propositiva e renderlo applicabile” conclude il Segretario Generale Fiom Emilia Romagna, Bruno Papignani,