
I temi per questo tavolo sono numerosi: “Pensiamo – prosegue Lapam – a programmi per l’attrazione di nuove imprese e investimenti, alle infrastrutture, sia materiali che digitali come la banda larga, alla riqualificazione degli insediamenti produttivi e delle aree artigianali, al trasporto pubblico, alla formazione per chi ha perso il lavoro e ha necessità di assumere nuove competenze, al marketing territoriale, al turismo da rilanciare con proposte ad hoc a seconda dei diversi territori e in fine, ma non per importanza alla legalità e alla sicurezza. E, di certo, ci sono altre tematiche ancora da affrontare per ridare competitività e dinamismo alla zona. E’ necessario, insomma, pensare insieme a come ripartire e farlo a partire da una forte assunzione di consapevolezza. Per questo firmare il patto e istituire il tavolo permanente ci paiono strumenti utili, proprio per evitare soluzioni tampone che rischiano di prendere in esame il problema da un solo punto di vista. Ripensare insieme lo sviluppo – conclude Lapam – è sicuramente faticoso ma, altrettanto sicuramente, più proficuo”.

