
“È stata una visita davvero molto utile e formativa – spiega il Presidente dell’Unione, Enrico Bini – e anche se c’è una grande distanza chilometrica tra l’Appennino e Cuba, abbiamo avuto modo di trovare molteplici punti di contatto per quanto riguarda i problemi da affrontare nelle aree decentrate e disagiate, che anche nel loro territorio sono le zone distanti dalla costa e dalle principali città, che affrontano difficoltà simili alle nostre. Per questo le giornate di visita sono culminate anche nella firma di un protocollo, che sarà uno strumento per scambiarci idee, consigli e buone pratiche su settori quali sanità, istruzione, mobilità, cultura, gestione del rischio ambientale, import-export di prodotti tipici tra le parti, sostenibilità ambientale e sociale. Per noi questi giorni sono stati anche occasioni per presentare le nostre eccellenze ambientali, produttive e formative, dalla Pietra di Bismantova alle Latterie di Cortogno e di Casale, poi l’Istituto turistico-alberghiero Mandela, i prodotti tipici del Presidio Slow Food dell’Appennino, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e l’area Mab Unesco, la Cooperativa di Comunità Valle dei Cavalieri di Succiso. Si sono creati davvero ottimi rapporti, anche di amicizia, e credo questa collaborazione, attraverso il documento sottoscritto, vedrà nuovi capitoli e ricadute molto positive”. Un esempio di questi ottimi rapporti sono le parole spese dal Sindaco di Baracoa sulla visita: “Il Comune di Castelnovo con la sua ricca e storica cultura e tradizione patriottica ha sorpreso la delegazione cubana che li visita, lasciando tracce indelebili nei sentimenti delle persone che sono unite per il bene comune indipendentemente dall’ideologia e dal sistema politico che praticano. I popoli sono ciò che fanno i popoli. Cuba e l’Italia convergono su una strategia di sviluppo e benessere sociale a livello locale”. Il progetto di sviluppo locale cubano Padit, affine alla Strategia italiana per le Aree Interne, ha infatti l’obiettivo di sostenere lo sviluppo socio-economico locale attraverso processi costruiti dal basso, con il supporto degli attori locali, dunque come evento partecipativo.

