
Gli agenti hanno focalizzato l’attenzione sul 53enne, ritenendolo uno dei possibili “fornitori” di stupefacente. Individuata la sua abitazione, gli investigatori hanno proceduto, con l’ausilio dell’unità cinofila della Polizia Locale ad una perquisizione domiciliare al fine di confermare i loro più che fondati sospetti.
All’interno dell’appartamento è stato scoperto un vero e proprio “piccolo laboratorio” per trattare la sostanza stupefacente da destinarsi alla vendita. Sono stati rinvenuti barattoli di vetro contenenti marijuana, per un peso complessivo di oltre 209 grammi; 42 grammi circa di hashish, suddiviso in bustine di cellophane; una pianta di marijuana; materiale per il confezionamento e 17.500 euro in denaro contante, suddiviso in banconote di vario taglio, probabile provento dell’attività delittuosa.
In esito al processo con rito direttissimo, il giudice ha disposto nei confronti del 53enne la misura cautelare degli arresti domiciliari.

