
Una composizione carica di significato: il labirinto simboleggia il cammino di vita, le piante sono metafora del naturale ciclo vitale, la sedia sopraelevata rappresenta un punto di vista differente sull’esistenza. L’opera – spiegano dall’associazione – nasce in ricordo di un amico che è venuto a mancare, accompagnata da una targa che ne spiega l’origine e il titolo, tratta da un libro di Eshkol Nevo: “Gli amici sono come un’oasi nel deserto che permette di dimenticare il deserto”.
“Accogliamo con piacere questa donazione – afferma il Sindaco Massimo Paradisi –, un’opera dal grande valore simbolico, collocata in una delle aree verdi più care ai castelnovesi. Con questa nuova installazione l’arte diffusa riempie ancor più di bellezza il territorio e questo per noi è motivo di soddisfazione”.

