
La vittima, un 39enne operaio abitante a Reggiolo, con l’intento di acquistare un’autovettura ha risposto ad un annuncio sulla predetta piattaforma notando l’annuncio che trattava la vendita di una Fiat 500 venduta al prezzo di 2.600 euro. Dopo un primo contatto telefonico seguito dalla trattativa su WhatsApp la vittima si dichiarava intenzionata all’acquisto provvedendo, come richiesto dall’inserzionista per bloccare la vendita, a versare 500 euro di caparra. Inviati i soldi i contatti si sono affievoliti se non per ottenere, prima di non riuscire più a contattarlo, una generica indicazione di dove sarebbe avvenuta la consegna dell’auto a Viareggio e nulla più. Non riuscendo più a contattare il venditore la vittima materializzato di essere rimasto vittima di un raggiro si è presentata ai carabinieri della stazione di Reggiolo formalizzando la denuncia per truffa. Dopo una serie di riscontri tra il numero telefonico associato all’inserzione esca e la carta prepagata dove era confluita la caparra, i carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sull’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità per il reato di truffa per la cui ipotesi di reato veniva quindi denunciato.

