martedì, 24 Febbraio 2026
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Peppe Servillo protagonista di due serate del Festival Mundus ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia



19 luglio: L’anno che verrà – omaggio a Lucio Dalla

Peppe Servillo, Javier Girotto, e Natalio Mangalavite: tre artisti d’eccellenza, tre personalità artistiche provenienti da culture musicali diverse che si contraddistinguono per estro e capacità interpretativa, riunite in una collaborazione di lunga data dalla quale nasce sempre un incastro musicale perfetto e la voglia di inventare insieme nuove “storie”, com’è successo per L’anno che verrà – omaggio a Lucio Dalla.

 

«L’anno che verrà ci sembrava il titolo più indicato, visto l’anno che abbiamo passato e ci auguriamo davvero che … sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno! – ha detto Peppe Servillo. «Lucio Dalla sapeva indagare il futuro con le sue canzoni da profeta e per questo ci avviamo con la lampada a ripercorrerle, canzoni antiche come la terra, ma con dentro un motore che guarda il domani. Lucio Dalla ha sempre intercettato il comune sentire traducendolo in forma poetica e popolare grazie anche alle sue grandi doti di interprete. Il nostro tentativo è quello di rileggere i suoi brani nella speranza di ritrovare nella sua scrittura la capacità di fare della canzone un segnale imprescindibile del nostro cercare la vita, del fare poesia.»

 

20 luglio: Il carnevale degli animali

In occasione del centenario della morte di Camille Saint-Saëns, Peppe Servillo e Pathos Ensemble, dopo la fortunata collaborazione con lo spettacolo Histoire du Soldat. Percorso a ritroso tra due guerre, propongono un nuovo concerto-reading con testi di Franco Marcoaldi e le celebri musiche de Il Carnevale degli animali.

I testi dello spettacolo sono tratti da Animali in versi (vincitore Premio Brancati 2006).

 «Parlano in versi cani, gatti, fringuelli, lucertole, asini, tartarughe e molti altri esseri viventi, suscitando in chi li osserva una strana invidia: invidia per una vita animata da un’immediatezza a noi umani definitivamente preclusa.

In questo bestiario assieme realistico e fantastico, Franco Marcoaldi coglie in modo sorprendente l’anima animale, così intimamente connessa con l’anima del mondo. E lo fa con l’agio di una voce poetica capace di alternare il ritmo disteso della narrazione e improvvise accensioni aforistico-epigrammatiche, la semplicità dell’eloquio domestico e la riflessione morale» (Presentazione Einaudi del testo)