Due mozioni approvate dal consiglio comunale di Casalgrande sul tema dello ius soli e delle Comunità energetiche



Il Comune di Casalgrande conferma la sua attenzione al tema dei diritti: il diritto umano a non sentirsi straniero nella terra in cui si nasce; e il diritto di godere di un ambiente salubre attraverso l’uso di energia sostenibile e a basso costo. E’ questo lo spirito che unisce due documenti votati a larghissima maggioranza dal Consiglio Comunale riunito lunedì 21 marzo. Ius soli e Comunità energetiche sono pezzi di una visione moderna delle società, che punta all’inclusione come valore fondante di una democrazia piena e partecipativa.

Il tema della cittadinanza è stato al centro della mozione presentata dal Gruppo Noi per Casalgrande. Il testo, approvato con 14 favorevoli (Noi per Casalgrande, M5s, Pd) e 1 contrario (Corrado Giovanni di Italexit) impegna il consiglio ad inserire, nel testo dello Statuto del Comune, “il riferimento simbolico allo ‘Ius soli’”, allo scopo di “promuovere l’uguaglianza e l’effettiva partecipazione senza distinzione di origine o provenienza”; e a “sancire l’appartenenza alla comunità locale, istituendo la cittadinanza onoraria del comune di Casalgrande, da conferire ai minori nati in Italia da stranieri regolarmente soggiornanti o nati all’estero, ma che hanno completato almeno un ciclo scolastico o di formazione italiano”. Il testo impegna inoltre sindaco e Giunta ad istituire per il 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, la Festa della cittadinanza, per sensibilizzare le nuove generazioni, all’interno del contesto scolastico, sui diritti e i doveri connessi alla cittadinanza; e ad attivarsi per sollecitare l’adozione in Parlamento di una nuova legge sulla Cittadinanza.

Un’idea evoluta del vivere insieme è il trait d’union che lega questa mozione a quella sulle Comunità energetiche proposta dal Movimento Cinque Stelle ed approvata, a seguito di un autoemendamento, con l’unanimità dei voti. L’idea è quella di creare un sistema di produzione condivisa dell’energia, attraverso fonti rinnovabili e non inquinanti, che possa sostituire le fonti fossili e produrre un immediato beneficio, in termini di risparmio, per le famiglie. La proposta si basa sull’idea dell’autoconsumo, che consentirebbe un minore utilizzo di energia, la riduzione dei costi in bolletta, oltre al godimento di un incentivo in termini di tariffe a minor costo garantite dal Gestore del Servizio Elettrico. Si tratta di disposizioni contenute nell’articolo 42 bis del decreto legge 30 dicembre 2019, n.162, che ha reso già oggi possibile “la condivisione tra più cittadini – si legge nel testo della mozione – dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili”.

Il documento impegna sindaco e Giunta a promuovere “la creazione di Comunità energetiche e di Autoconsumo collettivo, con il coinvolgimento dei cittadini residenti, delle imprese e del comune stesso, anche attraverso l’impiego di aree o di edifici di sua proprietà, in particolare sostenendo prioritariamente le forme di configurazioni che generino benefici diretti con la riduzione dei costi in bolletta per i cittadini con maggiore disagio economico, che ricadono o rischiano di ricadere nella condizione di povertà energetica”. Il documento chiede inoltre a Sindaco e Giunta di creare uno ‘sportello informazioni’ apposito per promuovere la creazione di queste comunità energetiche e di autoconsumo.