Portico di San Luca. Terminati i lavori di restauro e consolidamento del tratto collinare



Si sono conclusi i complessi lavori di ripristino strutturale e di restauro scientifico del tratto collinare del Portico di San Luca, il più lungo del mondo, che con i Portici di Bologna è stato riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel luglio 2021.

Un investimento complessivo di 6 milioni e 850mila euro, di cui 4 milioni e 850mila stanziati dal Presidente della Regione Emilia-Romagna nel ruolo di Commissario delegato alla ricostruzione post sisma 2012, attraverso fondi ministeriali, e 2 milioni finanziati dal ministero della Cultura. Dei fondi stanziati dalla Regione, circa 2,5 milioni sono già stati erogati.

Il cantiere ha interessato il tratto che dall’Arco del Meloncello conduce fino al Santuario della Beata Vergine di San Luca, affrontando e sanando i danni causati dal terremoto in Emilia. L’intervento ha rafforzato la capacità della struttura di rispondere a eventuali futuri eventi sismici, coinvolgendo un’estensione di circa 1.800 metri lineari e 341 archi su 658 complessivi. Le opere hanno riguardato la riparazione delle lesioni, il consolidamento strutturale, il rifacimento completo degli intonaci e delle coperture e il recupero delle lunette decorate, con la pulitura e il restauro delle parti pittoriche dei Misteri, restituendo al portico la sua continuità visiva e il suo valore simbolico.

Il restauro è stato presentato questa mattina nella Basilica di San Luca alla presenza del sindaco Matteo Lepore, dell’assessora regionale alle Infrastrutture, Irene Priolo e del cardinale, Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna.
Con loro monsignor Remo Resca, vicario arcivescovile della Basilica della Beata Vergine di San Luca, Paolo Bonetti, presidente del Comitato per il Restauro del Portico di San Luca, Fabio Cristalli, responsabile del progetto per l’Arcidiocesi di Bologna, la soprintendente Francesca Tomba, i progettisti e direttori dei lavori Maria Luisa Pischedda e Aldo Barbieri, l’impresa esecutrice rappresentata da Claudio Candini e Olivier Poisson, ispettore Icomos che ha seguito il percorso di candidatura Unesco.

“Con la conclusione del restauro del tratto collinare del Portico di San Luca restituiamo alla città e al mondo un bene di straordinario valore, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità e al quale ogni bolognese è fortemente legato – afferma il sindaco Matteo Lepore -. Un intervento che non è solo una risposta ai danni causati dal sisma del 2012, ma un investimento sul nostro patrimonio culturale e paesaggistico e sulla qualità dello spazio pubblico. È il risultato di una collaborazione solida tra istituzioni, Chiesa, tecnici e imprese, che voglio ringraziare perché dimostra come la cura del patrimonio possa diventare motore di coesione”.

“La conclusione dell’intervento sul Portico di San Luca è una storia di rinascita- afferma l’assessora Irene Priolo-: dalle ferite del sisma 2012 al pieno riconoscimento del suo valore universale con l’iscrizione, insieme ai Portici di Bologna, nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Il più lungo portico del mondo, che unisce la città al colle e conduce al Santuario della Beata Vergine, torna oggi a essere non solo un capolavoro architettonico, ma il segno concreto di una comunità che ha saputo trasformare la vulnerabilità in forza. La Regione ha sostenuto con convinzione questo progetto: ogni arco riparato, ogni pietra consolidata, ogni affresco riportato al suo splendore racconta la capacità di questo territorio di rialzarsi e di prendersi cura della propria memoria e della propria cultura, valori fondamentali per l’identità e la coesione della comunità”.

L’operazione è stata resa possibile dal lavoro del Comitato per il Restauro del Portico di San Luca, composto da Arcidiocesi di Bologna, Santuario della Beata Vergine di San Luca, Comune di Bologna e Quartiere Porto-Saragozza. L’Arcidiocesi di Bologna ha operato come Ente attuatore, sotto il coordinamento del Responsabile unico del progetto.

Con la conclusione dei lavori si apre ora una nuova fase, quella della manutenzione programmata e costante, indispensabile per garantire nel tempo la conservazione dell’opera. Resta inoltre prioritario pianificare nuovi interventi sul tratto di pianura, in ambito urbano, per migliorarne ulteriormente la sicurezza e la fruibilità per cittadine, cittadini e turisti.

Entro la fine di gennaio verrà presentata all’Unesco una richiesta ufficiale di modifica dei confini della componente “San Luca”, con la proposta di estendere l’area protetta fino a includere parte del territorio del Comune di Casalecchio di Reno, rafforzando il legame territoriale del sito. Contestualmente verrà richiesto l’inserimento della Torre Garisenda nel sito.