venerdì, 16 Gennaio 2026
ASCOLTA LINEA RADIO
8.7 C
Comune di Sassuolo
Home Regione Scuola: Uisp, grave il commissariamento di Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria

Scuola: Uisp, grave il commissariamento di Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria

A rischio istruzione, sport e coesione sociale nei territori



Paola Paltretti, Presidente UISP di Bologna, inoltra una gentile richiesta di pubblicazione del comunicato di Tiziano Pesce, Presidente Nazionale UISP, che mette in luce le difficoltà che anche il mondo dell’associazionismo sportivo si troverà ad affrontare se verranno messi in atto i piani di dimensionamento scolastico.

L’Uisp, con i propri Comitati Regionali dell’Emilia-Romagna, della Sardegna, della Toscana e dell’Umbria, esprime forte preoccupazione per la decisione assunta dal Consiglio dei ministri il 12 gennaio di commissariare le quattro regioni per il mancato adeguamento dei piani di dimensionamento scolastico. Una decisione che, non tenendo conto delle specificità territoriali, appare meramente numerica e impone di trattare contesti profondamente diversi come se fossero omogenei, individuando nei plessi periferici e di prossimità il principale bersaglio di tagli centralizzati. Un approccio che ignora la geografia, le distanze e le fragilità del territorio, andando a ledere ulteriormente il diritto all’istruzione e all’accesso alla conoscenza. Le scuole non sono semplici strutture amministrative: rappresentano diritti, presìdi sociali e civili fondamentali. Questa impostazione rischia di compromettere un modello educativo diffuso che è vitale anche per contrastare lo spopolamento e garantire equità e coesione territoriale.

“Il Pnrr viene utilizzato a nostro avviso in modo strumentale per giustificare un programma di tagli che il Piano nazionale di ripresa e resilienza non prevede né impone – dichiara Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp – la scuola non può essere considerata una variabile contabile, affrontata senza un piano organico e senza un confronto reale con Regioni e enti locali. Queste decisioni non potranno che ricadere sulla società tutta impoverendo e di fatto annullando l’opportunità di accesso alle attività sportive per le persone più fragili. Lo scenario che intravediamo è un aggravamento della sedentarietà e quindi maggiore spesa sanitaria, l’aumento dell’isolamento sociale e della povertà educativa, già fattori critici nelle aree interne dove le scuole comunque rappresentano l’unica possibilità, l’unico ascensore sociale e presidi multifunzionali preziosi ed insostituibili”.

“La ridefinizione dei plessi scolastici – aggiunge Michele Di Gioia, responsabile nazionale Politiche educative Uisp – porta con sé forti incognite per gli spazi sportivi e ricreativi, che rischiano di essere sottratti alle comunità locali. Palestre, campi e aule polifunzionali sono spesso gli unici luoghi disponibili per attività sportive ed educative extrascolastiche. Si tratta di infrastrutture fondamentali per ampliare l’offerta formativa e per sostenere l’associazionismo di base, che in molti territori rappresenta un collante sociale essenziale, non solo per i giovani ma anche per le persone adulte che vogliono invecchiare in modo attivo”.

L’Uisp, come Rete associativa, ritiene che la valutazione dell’efficienza dei servizi educativi e sociali debba tener conto della capillarità e della trasversalità che le scuole oggi incarnano: luoghi capaci di integrare istruzione, sport ed educazione alla cittadinanza. Modelli che andrebbero valorizzati, estesi e replicati, non sacrificati in nome di una logica puramente contabile.