“La riorganizzazione del servizio mensa dell’AUSL di Reggio Emilia solleva forti perplessità tra le organizzazioni sindacali, in particolare per quanto riguarda la gestione al Franchini di Montecchi. Se da un lato infatti il nuovo progetto promette di garantire migliori pasti per i degenti, dall’altro lascia nell’incertezza numerosi operatori tecnici di cucina, senza produrre alcun risparmio economico sul costo del pasto”. Una situazione denunciata da Gaetano Merlino, Fp Cgil e Emanuele Stavolo Uil Fpl che esprimendo contrarietà all’avvio di questo progetto aggiungono “l’unico vero obiettivo perseguito dalla Dirigenza del servizio sembra essere il risparmio di risorse umane. Una strategia che sta già producendo le prime conseguenze: un operatore interinale è stato lasciato a casa, e si prospetta la cessazione di rapporti di lavoro a tempo determinato a seguito della ricollocazione di dieci operatori”.
“Non comprendiamo la logica di un progetto che migliora il servizio ai pazienti ma peggiora le condizioni lavorative del personale, senza nemmeno generare risparmi economici – si legge nella nota sindacale – Significative sono le difformità anche rispetto a progetti analoghi già operativi in altre strutture dell’AUSL. Al Franchini, i pasti dovranno essere gestiti dagli OSS dell’ospedale e non dagli operatori CIR, come invece avviene all’ASMN. Allo stesso modo, la mensa dei dipendenti sarà affidata a CIR e non agli Operatori tecnici di cucina, come succede attualmente a Scandiano e al Morel”.
“Manca coerenza e uniformità nelle scelte organizzative – sottolineano Fp Cgil e Uil Fpl – Ogni struttura sembra seguire logiche diverse, creando disparità di trattamento e confusione operativa”.
Un’ulteriore perplessità riguarderebbe le ricadute economiche sul personale. I sindacati denunciano come sia prassi consolidata della Dirigenza avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti che, per vari motivi, non usufruiscono in modo corretto dell’accesso alla mensa.
“Una politica sanzionatoria che aggiunge preoccupazione a un clima già teso, dove i lavoratori si sentono sempre più penalizzati da scelte organizzative che sembrano privilegiare esclusivamente il contenimento dei costi del personale – sottolineano – A seguito dell’incontro con i dipendenti, già programmato per il 22 gennaio prossimo, chiediamo un confronto urgente con la Dirigenza AUSL per rivedere il progetto, garantendo sia la qualità del servizio ai degenti sia la tutela dei diritti e della stabilità lavorativa degli operatori tecnici di cucina”.

