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Emilia-Romagna e India più vicine: il vicepresidente Colla incontra l’ambasciatore d’Italia in India, Bartoli

La Regione punta a progetti pilota per attirare studenti indiani, nell’ambito dell’Accordo sulla migrazione, e a realizzare una missione istituzionale in autunno. Nel 2025 vale 640 milioni di dollari l’export dell'Emilia-Romagna in India: meccanica, chimica ed elettronica i settori principali. 160 le imprese già presenti nel Paese. A febbraio una delegazione regionale all’AI impact summit di Nuova Delhi



“Rafforzare la collaborazione con l’India, attraverso un rapporto strutturale con la nostra Ambasciata, concordando iniziative per non perdere occasioni di missioni, investimenti, attrazione di talenti e progetti di interscambio, a partire dalle nostre Università e centri di ricerca. Non dimentichiamo che con i suoi 1,4 miliardi di abitanti, un’età media di 29 anni e il trend di crescita, l’india diventerà la terza economia mondiale entro il 2027-2028: un mercato immenso per le nostre filiere e le nicchie di produzione di alta qualità”.

Il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, sintetizza così l’incontro di oggi in videoconferenza con Antonio Bartoli, ambasciatore d’Italia in India e Nepal: un momento di confronto il cui obiettivo principale è stato quello di tradurre operativamente le linee contenute nel Piano d’azione congiunto 2025-2029, adottato il 19 novembre 2024 tra i due Paesi.

Dal punto di vista economico, l’Emilia-Romagna è già presente in India: oltre 160 imprese operano direttamente nel paese asiatico, principalmente nei settori meccanica, packaging, automotive e ceramica. L’interscambio commerciale nazionale, inoltre, ha superato i 14 miliardi di euro. Relazioni che spaziano anche sul piano accademico, come quelle delle nostre Università con gli Istituti Tecnici indiani.

Fra le direttrici di lavoro avanzate nel corso dell’incontro, l’attivazione dell’Accordo sulla migrazione. L’Italia ha firmato nel 2023 un accordo che prevede quote riservate nel decreto flussi per lavoratori indiani e permessi di soggiorno di 12 mesi per studenti indiani post-laurea. L’Emilia-Romagna, nell’ambito della sua legge per attrarre e trattenere talenti, può candidarsi per progetti pilota che sfruttino queste quote specifiche, sia facendo sistema con le università, sia attraverso l’attrazione di talenti già formati. In questo senso rientra anche il tema del reclutamento e il riconoscimento dei titoli per selezionare tecnici e personale sanitario, contesto su cui ci si è riservati di assicurare ulteriori approfondimenti.

Particolarmente importante sarà inoltre la geolocalizzazione delle partnership: l’obiettivo è evitare, attraverso l’aiuto dell’Ambasciata, approcci generici, focalizzando invece la collaborazione con gli Stati indiani più affini al tessuto industriale dell’Emilia-Romagna. Allo stesso modo verrà individuato uno Stato verso cui prevedere una missione istituzionale della Regione, da effettuare entro il 2026.

Vogliamo ragionare sull’attrazione degli investimenti e aprire nuovi mercati – ha spiegato Colla– considerando l’interesse dell’India su macchinari, componentistica automotive, agritech, aerospazio, biomedicale e altri settori strategici, senza dimenticare le opportunità negli ambiti della cultura, turismo e sport. E vogliamo allargare il rapporto delle nostre università con quelle indiane, a partire dal patrimonio di infrastrutture e competenze del DAMA Tecnopolo di Bologna, per instaurare nuove collaborazioni di qualità. Per questo parteciperemo con una delegazione dall’Emilia-Romagna all’AI impact summit, che si terrà a Nuova Delhi il 19 e 20 febbraio 2026, prevedendo sin d’ora uno scambio di ospitalità con una delegazione indiana al nostro Tecnopolo di Bologna”.

Emilia-Romagna-India: i dati economici

Nei primi 9 mesi del 2025 l’Emilia-Romagna ha esportato in India prodotti per un totale di circa 640 milioni di dollari (In aumento del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), seconda regione in Italia per valore dopo la Lombardia (1,5 miliardi).

Per l’Italia il mercato dell’India vale lo 0,8% e rappresenta il partner numero 29 in ordine di grandezza. L’export dell’Emilia-Romagna, invece, rappresenta l’1% delle esportazioni regionali, un valore in forte aumento rispetto agli anni precedenti, che colloca l’India al 26esimo posto tra i mercati che assorbono i nostri prodotti.

Le imprese del territorio emiliano-romagnolo esportatrici verso l’India sono 1.681.

I settori che registrano i maggiori volumi di esportazione sono la meccanica con 371 milioni di dollari, seguita dalla chimica con 87 milioni, dall’elettronica con quasi 39 milioni e i mezzi di trasporto con 37 milioni. Nell’elenco delle esportazioni più significative anche agricoltura, legno, alimentare e moda.

I principali settori di opportunità per un aumento dell’export sono quelli delle macchine di impiego generale, macchine per formatura metalli e metalli di base e altri metalli non ferrosi.

I settori in cui invece cala l’export nazionale, ma cresce quello dell’Emilia-Romagna – e quindi da presidiare per evitare di perdere posizioni – sono quello delle altre macchine per impieghi speciali, altre macchine di impiego generale, prodotti chimici di base e fertilizzanti.