L’Amministrazione comunale di San Lazzaro condanna con fermezza quanto avvenuto nello scorso fine settimana quando lo striscione “R1PUD1A”, esposto in Mediateca per aderire alla campagna contro la guerra di Emergency e a sostegno dell’articolo 11 della Costituzione italiana, è stato strappato da ignoti e rimosso. Lo striscione era stato esposto all’esterno della Mediateca di via Caselle a febbraio dello scorso anno. Sono già in corso gli accertamenti del caso: la Polizia locale, infatti, sta visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per cercare di individuare i responsabili.
“Si tratta di un gesto grave, che colpisce un messaggio di pace e di ripudio della guerra e che si inserisce in un contesto globale preoccupante, sempre più segnato da un clima di intolleranza e dalla normalizzazione della violenza – dichiara la Sindaca Marilena Pillati – Condanniamo quindi con decisione questo atto intimidatorio davanti al quale non abbiamo però intenzione di abbassare la testa. Per questo lo striscione ‘R1PUD1A’ sarà ripristinato al più presto e verrà esposto in più luoghi della città, a testimonianza del fatto che San Lazzaro non accetterà mai tentativi di censura o intimidazione e che si schiererà sempre dalla parte della pace”.
“Come Amministrazione comunale, rivendichiamo con forza l’impegno di San Lazzaro per la pace e contro ogni forma di guerra, odio e discriminazione – aggiunge l’Assessore alla pace e diritti civili, Juri Guidi -. Un impegno che non è astratto, ma che si traduce ogni giorno in scelte politiche e iniziative concrete: dalla settimana ‘San Lazzaro per la Palestina’, culminata nella partecipazione alla Marcia Perugia-Assisi, al lavoro quotidiano con il mondo associativo, culturale e sociale del territorio. Non arretreremo di fronte a tentativi di intimidazione o di cancellazione dei simboli e delle parole che affermano questi valori. La nostra risposta sarà chiara: più pace, più diritti, più democrazia. San Lazzaro continuerà a essere un territorio in cui non c’è spazio per il razzismo, per l’omofobia e per qualsiasi forma di discriminazione, un luogo in cui i principi della Costituzione non sono parole, ma pratica politica e civile”.

