Si terrà sabato 7 febbraio alle ore 9.30 la cerimonia di intitolazione del giardino della Mediateca di San Lazzaro a Werther Romani, italianista, docente universitario e amministratore comunale scomparso nel 2015 che ha segnato in modo profondo la storia culturale e politica della città.
Werther Romani è stato consigliere e assessore del Comune di San Lazzaro tra il 1970 e il 1990, ricoprendo dal 1975 le deleghe al personale, alla cultura e alla scuola. Studioso di letteratura e di storia della Resistenza, esperto di storia locale, raffinato cultore e rilegatore di libri di pregio, Romani ha dedicato il proprio impegno pubblico alla crescita culturale del territorio, contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle politiche culturali cittadine e alla valorizzazione del patrimonio bibliografico e museale.
La cerimonia di intitolazione e la scopertura della targa commemorativa si svolgeranno alla presenza della Sindaca Marilena Pillati e di Anna ed Elena Romani, figlie di Werther. A seguire si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Fare cultura: un ricordo di Werther Romani”, un momento di riflessione collettiva sul valore del suo impegno intellettuale e amministrativo. Interverranno Galileo Dallolio, vicepresidente dell’Associazione Olivettiana Aps, Gian Mario Anselmi, docente dell’Università di Bologna, lo storico Mauro Maggiorani, Luigi Dovesi, già sindaco di San Lazzaro, Gabriele Nenzioni, presidente del Museo della Preistoria “Luigi Donini”, e Paolo Scotti, direttore artistico e produttore teatrale.
“Con questa intitolazione – dichiara la Sindaca Marilena Pillati – vogliamo rende omaggio a una figura che ha saputo coniugare amministrazione e visione culturale, rigore intellettuale e passione civile. Werther Romani ha lavorato instancabilmente per lo sviluppo e la valorizzazione della sua città, contribuendo in modo decisivo alla crescita delle collezioni museali e bibliografiche e all’individuazione di luoghi centrali per la vita culturale cittadina. Intitolargli il giardino della Mediateca significa legare il suo nome a uno spazio di incontro, conoscenza e condivisione, in piena coerenza con l’idea di cultura che ha guidato tutta la sua attività pubblica”.

