mercoledì, 4 Febbraio 2026
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Blitz dei carabinieri a Castel Maggiore: 41enne arrestata per sfruttamento della prostituzione



A Castel Maggiore i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato una 41enne di origine cinese per sfruttamento della prostituzione. L’intervento dei militari è scaturito a seguito di una segnalazione per una presunta attività di meretricio svolta all’interno di un esercizio commerciale in disuso del paese. Individuato il locale segnalato, i Carabinieri venivano accolti da una cittadina di origine cinese, poi identificata nella 41enne, la quale alla vista dei militari appariva sin da subito nervosa e insofferente al controllo, riferendo di essere da sola e cercando di ostacolare l’ingresso nel locale ai militari.

Insospettitisi, i Carabinieri accedevano all’interno e verificavano la presenza di alcuni pannelli di legno ancorati al pavimento, in modo da formare diverse piccole stanze illuminate da luci soffuse di colore rosso, con sottofondo di musica ambient, rispettivamente chiuse con delle tende. Durante il controllo in una “stanza”, i Carabinieri constatavano la presenza di uomo, 27enne di nazionalità ucraina, e una di una donna, 44enne di origine cinese, nell’atto di compiere pratiche sessuali. Nella circostanza, l’uomo dichiarava di aver individuato il luogo tramite un sito di appuntamenti online, nonché di aver consegnato una somma di denaro contante pari a 50euro alla 41enne cinese che lo aveva accolto e fatto entrare nel locale, al fine di ottenere una prestazione sessuale.

Durante la perquisizione, i Carabinieri rinvenivano e sottoponevano a sequestro, oltre all’intero locale, anche una somma di denaro contante pari a 5.760 euro e le somme di 90 e 20 euro trovate rispettivamente nelle tasche delle vestaglie indossate dalla 44enne cinese trovata nell’atto di compiere atti sessuali, e da una terza donna asiatica, anch’ella 44enne, scoperta all’interno di un locale bagno nel tentativo di nascondersi per non essere controllata. La perquisizione permetteva di rinvenire due valige contenenti indumenti femminili, alcuni telefoni cellulari e diversi preservativi e bottiglie di olio lubrificante.

Dopo le operazioni di identificazione, la 41enne veniva arrestata per sfruttamento della prostituzione, denunciata anche per il reato di impiego di manodopera clandestina e, su disposizione del Pubblico Ministero di Turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, tradotta presso la Casa Circondariale a disposizione del G.I.P. Le altre due donne asiatiche, invece, venivano deferite in stato di libertà perché risultate irregolari sul Territorio Nazionale.