La solitudine come privilegio. La solitudine come atto d’amore verso se stessi. «C’è tanto amore in tutto questo, ve lo assicuro». Sono le parole lente e profonde di Daria Bignardi, scrittrice, giornalista, autrice televisiva e conduttrice radiofonica, ad aprire ufficialmente la decima stagione di FestivaLOVE – Innamorati a Scandiano 2026. Il decennale.
In un teatro Boiardo andato sold-out in poche ore dal lancio dell’evento, martedì 3 febbraio è andata in scena a Scandiano l’anteprima della kermesse che si terrà il 29-30 e 31 maggio prossimi. Tre giorni, come da tradizione, dove la città dei Boiardo si trasformerà in un palcoscenico di cultura, musica, circo, divertimento e cibo per tutti i gusti.
A gestire il palco del Boiardo c’erano il regista e scrittore Emanuele Aldrovandi e l’attrice Eleonora Giovanardi, l’anno scorso ingaggiati all’ultimo per dialogare con gli ospiti sul palco dei Giardini della Rocca dei Boiardo. «Mentre quest’anno ci hanno chiamati prima. Si vede che siamo piaciuti…», ha scherzato col pubblico il giovane regista reggiano. Dopo qualche battuta d’apertura sugli ospiti da non svelare (se non sotto pagamento dei cronisti in sala) i due “padroni di casa”, come li ha definiti il sindaco Matteo Nasciuti, hanno invitato il primo cittadino sul palco assieme alle due assessore al Commercio e alla Cultura, rispettivamente Silvia Venturi e Lorena Lanzoni. E’ stata l’occasione per annunciare alcune novità. «Quest’anno radicheremo ancora di più il festival sul territorio – ha spiegato Nasciuti – Per questo motivo uscirà una call pubblica per ingaggiare un gruppo di volontari che diventino gli ambasciatori del festival e che aiutino il Comune nella gestione degli ospiti e dei turisti e cittadini che si riversano a Scandiano in quelle giornate». Cambierà anche la gestione di piazza Boiardo, che diventerà una nuova piazza del Festival, destinata ad essere il salotto serale per chi si sposta da un luogo all’altro.
Concluso l’annuncio del festival, Daria Bignardi è salita sul palco per un monologo accompagnato da stralci di letture del suo ultimo romanzo Nostra Solitudine. Un viaggio nell’intimo dell’autrice, che attraverso viaggi in Vietnam, Uganda e Cisgiordania si riconnette con la solitudine che l’aveva formata da bambina. «Mia madre mi ha tenuta a casa fino ai 7 anni. Ma aveva studiato alla Ca’ Foscari e avevamo tantissimi libri. Così io leggevo, e leggendo non mi sono mai sentita sola». Seguendo le parole della poetessa Emily Dickinson (“Sarei forse più sola / senza la mia solitudine”) Bignardi ha raccontato delle peripezie di una madre lavoratrice, di una donna che divorzia, di una idealista che riprende il centro della sua vita. Parole che hanno emozionato e divertito il pubblico in sala, in attesa della tre giorni di FestivaLOVE che sul palco di Scandiano porterà altrettanti dibattiti e conferenze alla portata di tutti.

