Va in scena venerdì 6 febbraio 2026 alle 20 e domenica 8 alle 15:30 per la stagione lirica al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena il Don Giovanni, fra i massimi capolavori del teatro musicale, su musica di Wolfgang Amadeus Mozart e libretto di Lorenzo Da Ponte. L’opera si vedrà in un nuovo spettacolo in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza dove ha debuttato lo scorso 23 gennaio. La direzione è affidata a Enrico Pagano, tra i più talentuosi giovani direttori italiani. A firmare il nuovo allestimento, Andrea Bernard, vincitore nel 2024 del Premio Abbiati come miglior regista, con le scene di Alberto Beltrame, i costumi di Elena Beccaro e le luci di Marco Alba.
Grandi interpreti nel cast: nel ruolo del titolo il baritono Markus Werba, con Carmela Remigio come Donna Elvira, Claudia Pavone (Donna Anna), Marco Ciaponi (Don Ottavio), Tommaso Barea (Leporello), Renzo Ran (Il Commendatore), Alberto Petricca (Masetto) ed Eleonora Boaretto (Zerlina). In buca suonerà l’Orchestra Filarmonica Italiana mentre in scena si ascolterà il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati.
Don Giovanni, ossia Il dissoluto punito è il secondo titolo della celebre trilogia nata dalla collaborazione fra Mozart e Da Ponte, dopo Le Nozze di Figaro (1786) e prima di Così fan tutte (1790). L’opera debuttò il 29 ottobre 1787 a Praga, suscitando subito grande entusiasmo, e da allora ha potuto godere del privilegio di una vita scenica praticamente ininterrotta. Il personaggio di Don Giovanni affonda le radici nella letteratura spagnola del XVII secolo e ha attraversato i secoli senza perdere la propria modernità. Nella lettura del regista Andrea Bernard “Don Giovanni diventa un collezionista. Colleziona donne, storie, oggetti, frammenti di vite altrui per costruirsi un’identità che non possiede. Ogni incontro è una sottrazione, ogni relazione un racconto archiviato”. Lo spazio scenico “diventa così l’archivio di Don Giovanni: un luogo mentale, ordinato e controllato, sfocato e non definito, dove tutto è classificato e nulla è elaborato”. Un archivio, di cui Leporello è il custode, dove “Don Giovanni tenta di costruire sé stesso attraverso ciò che possiede, senza mai riuscire a colmare il vuoto che lo caratterizza. È un uomo che non ha mai compiuto il passaggio all’età adulta, che non ha mai saputo separarsi davvero dall’infanzia”. In questa incapacità di confronto, “le donne che incontra rappresentano modalità diverse di rapportarsi all’amore. Donna Anna è il desiderio proibito carico di erotismo, Zerlina rappresenta ciò che Don Giovanni non potrà mai avere: la semplicità di un amore presente e fresco, quotidiano, la possibilità di una vita condivisa. Donna Elvira incarna invece l’amore ancestrale e totalizzante. Nella mia lettura – conclude Bernard – Donna Elvira diventa quindi la madre di Don Giovanni: una figura severa, morbosa e schiacciante, incapace di accettare la crescita del figlio. Don Giovanni fugge da ciò che le donne rappresentano per lui. Scappa perché non sa restare, seduce perché non sa scegliere, accumula perché non sa essere”.
Domani giovedì 5 febbraio, anticipato alle ore 17.30, si terrà un incontro di presentazione dell’opera presso il Teatro Storchi: un evento speciale in collaborazione con Emilia Romagna Teatro e Amici dei Teatri Modenesi, che unisce Invito all’Opera e Conversando di Teatro, organizzato in coincidenza con gli spettacoli Don Giovanni e Amadeus in programma al Teatro Storchi dal 12 al 15 febbraio. Ospite Oreste Bossini, giornalista e conduttore di Radio 3.
Biglietti da 26 a 65€ salvo riduzioni.
I biglietti si possono acquistare online, presso la biglietteria del Teatro, o telefonando allo 059 2033010. Info su www.teatrocomunalemodena.it.

