Lunedì 9 febbraio, alle ore 20:30, il Teatro Carani ospiterà lo spettacolo “Barbablù 2.0”, un evento a ingresso gratuito promosso dal Centro Antiviolenza TINA. L’iniziativa rappresenta il momento culminante del progetto biennale 2025-2026 “Provare a cambiare: arte, dialoghi e riflessioni sulla Violenza di Genere con le nuove generazioni”.
Il progetto, che vede l’adesione di tutti i cinque istituti superiori del Distretto , nasce dall’urgenza di rispondere a un dato allarmante: il numero crescente di giovanissime che vivono relazioni violente già dall’adolescenza. Per questo, l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico ha messo in campo azioni mirate.
Laboratori nelle scuole: percorsi per studenti e insegnanti volti a riconoscere i “campanelli d’allarme” (red flags) e a de-costruire gli stereotipi di genere.
Co-progettazione “bottom-up”: il coinvolgimento diretto dei ragazzi nella creazione di contenuti e incontri, utilizzando linguaggi a loro vicini come social media e serie TV.
Teatro Sociale: l’uso dell’arte come esperienza empatica per stimolare un dibattito pubblico e consapevole tra giovani e adulti.
Un elemento distintivo di questa progettualità è il ruolo del Centro Antiviolenza TINA. Si tratta di un servizio a gestione diretta pubblica dell’Unione dei Comuni, una delle pochissime esperienze di questo tipo a livello regionale. Un investimento politico e sociale preciso da parte delle Amministrazioni: garantire alle donne percorsi di uscita dalla violenza attraverso un’equipe multi professionale che offre accoglienza, supporto psicologico, consulenza legale e pronto intervento h24.
Lo spettacolo di lunedì non è solo un momento artistico, ma una chiamata alla responsabilità per tutta la cittadinanza. Il progetto mira infatti a rafforzare la rete tra servizi sociali, scuole e associazioni sportive e culturali.
Soltanto una comunità consapevole e coesa, capace di riconoscere le dinamiche di potere e le radici culturali della violenza, può farsi promotrice di un cambiamento duraturo.
La serata prevede un dibattito finale con attori, registi e operatori del Centro TINA e del Centro LDV (per uomini maltrattanti), per trasformare l’emozione del teatro in consapevolezza collettiva

